Sicurezza
Mai così alta la falda, ma è colpa della crisi
Dal 2005 al 2011 il prelievo sotterraneo ad uso industriale è diminuito di oltre tre milioni di metri cubi
Mai così alta la falda di Prato. «Ed è un bene» è il giudizio dell’assessore all’Ambiente della Provincia Stefano Arrighini cui spettano controlli e rilevazioni (5 volte l’anno, il prossimo a fine mese nei 21 pozzi e nei 10 punti del reticolo idrografico). «E’ un bene perchè nella fasi di siccità, come quella dello scorso anno - prosegue - la falda ha supplito al deficit dell’invaso di Bilancino».
Ma contro ogni previsione, non sono state le pioggie copiose di questi mesi ad alzare il livello fino a creare problemi nell’area sud-ovest di Prato: la causa prima è da imputare ai minori prelievi industriali, insomma alla crisi della filiera del tessile e alla conseguente chiusura di tante tantissime aziende della nobilitazione, di certo quelle a maggior consumo di acqua. I numeri parlano chiaro: nel 2005 il prelievo sotterraneo di acque (cioè il prelievo dalla falda) è stato di 9.018.762 metri cubi ai acqua.
Nel 2011 il prelievo è calato fino a toccare i 5.941.663 metri cubi, con una diminuzione di poco più di tre milioni in sei anni. Il punto più basso si è toccato nel 2009, per le imprese passato alla storia come l’annus horribilis, quando si è passati dai 6milioni e mezzo di metri cubi ai 5.268.714 con un decremento di 1 milione 200mila metri cubi. Lievemente in salita il 2010 e il 2011 «con un segno più complessivo - aggiunge Arrighini - di circa 700mila metri cubi, troppo pochi per poter parlare di una ripresa del prelievo ma sufficienti per ipotizzare una stabilizzazione».
Non è l’unica ragione per la quale la falda di Prato regge: «Industriali e istituzioni sono riuscite a tutelarla - spiega l’assessore - anche attraverso l’uso dell’acqua riciclata nel ciclo produttivo e che ha consumi pari e 2, 3 milioni di metri cubi l’anno». Poi ovviamente incidono acqua piovana e neve «ma a livelli sensibilmente inferiori». Il fatto è che più la falda è piena - si colla a 8-10 metri sotto terra - e più disagi avvertono i cittadini che vivono in quella parte di città più bassa sul livello del mare: Montemurlo, Il Calice, Paperino, Iolo, Narnali, San Giorgio, l’area a sud ovest dove aumentano gli episodi di allagamenti di garage, scantinati, tavernette. «I residenti convivono con questo problema da sempre - conclude Arighini - e si sono attrezzati con pompe. Non parlerei di allarme perchè il numero di sversamenti è limitato e il problema quindi non è significativo».
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