Sicurezza
Agricoltura in tilt, impossibile seminare
La Coldiretti: bloccate le coltivazioni orticole. In collina tante rotture di rami per gli olivi
«Gli eccessi sono sempre un problema». Una massima generale che si adatta bene a tantissime situazioni ma che Maurizio Fantini, vicedirettore della Federazione Coldiretti Firenze-Prato, usa per dipingere gli effetti che hanno sull’agricoltura gli sbalzi climatici ai quali la nostra terra fatica, diciamo la verità, ad entrare in armonia anche per colpa dell’uomo.
Estati torride e siccitose, autunni e inverni, come quello di quest’anno, esageratamente piovosi. Il giusto mezzo sembra difficile da trovare.
Ma, insomma, tutta quest’acqua fa bene alle nostre coltivazioni? «Per colpa delle piogge abbondanti e delle nevicate - risponde Fantini sono saltate alcune semine previste in novembre, dicembre e gennaio, come quella del grano».
Probabilmente, aggiunge «saranno semine tardive anche quelle relative ad avena e orzo. Anche la semina del granoturco potrebbe risentirne. Lo stesso ferme le coltivazioni orticole stagionali. Il fatto è che anche dopo la fine delle piogge dovrà passare del tempo perché i terreni non drenano. Comunque in agricoltura non è infrequente che le colture saltino un ciclo a causa delle condizioni climatiche».
Anche la neve, spiega Fantini, ha reso la vita difficile alle piante.
«I danni più evidenti si possono riscontrare in collina - chiarisce il vicedirettore di Coldiretti - dove gli alberi, ad esempio gli olivi, hanno risentito degli accumuli di neve che hanno provocato la rottura di rami. E’ stata la neve, più che la temperatura rigida, a creare problemi. Anche in montagna la neve ha creato un bel po’ di danni: alberi caduti o rami spezzati. E questo significa creare alterazioni idrogeologiche, basti pensare ai legni che ostruiscono o deviano i corsi d’acqua. Situazioni che complicano la vita a tutti coloro che vivono grazie al rapporto stretto con la natura».
Il lato positivo delle piogge copiose e anche delle nevicate, grazie al rilascio lento dell’acqua, è che le falde idriche pratesi consentiranno agli agricoltori di poter contare di una buona scorta d’acqua per i mesi più asciutti.
Che, come anche la recente esperienza insegna, non mancheranno certamente. Tutt’altro.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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