Il dolore
Piove in Procura, ufficio sgomberato
E’ quello del sostituto Sangermano, impegnato a Milano nel processo sul caso Ruby. Sopralluogo dei vigili del fuoco
PRATO. Mentre si rigirava tra le mani i tre certificati medici presentati dai legali dell’ex premier Silvio Berlusconi per sostenere il legittimo impedimento dell’imputato a partecipare al processo dove il Cavaliere è accusato di prostituzione minorile nel caso Ruby, il pubblico ministero Antonio Sangermano non sapeva che negli stessi minuti, a 300 chilometri di distanza, il suo ufficio al terzo piano del Palazzo di giustizia di Prato veniva sgomberato in tutta fretta di fascicoli e computer. Ieri mattina infatti gli impiegati della Procura hanno scoperto una copiosa infiltrazione di acqua dal tetto, che aveva creato una pozzanghera nella stanza, e hanno chiamato anche i pompieri per dare un’occhiata alla copertura.
E da oggi forse il sostituto Sangermano, che da mesi fa la spola tra Prato e Milano dovendo seguire, oltre alla normale amministrazione, anche il processo più delicato tra quelli che riguardano Berlusconi, dovrà trovarsi una nuova sistemazione.
E’ solo l’ultimo campanello d’allarme sulle condizioni del Palazzo di giustizia, un immobile che avrebbe bisogno di interventi urgenti ed efficaci.
Nei mesi scorsi avevamo fotografato le evidenti infiltrazioni nel corridoio del secondo piano che porta all’aula collegiale (vedi l’immagine qui a fianco). Poi erano arrivati i primi freddi, in senso letterale, perché l’impianto di riscaldamento andava a singhiozzo e ha costretto più volte i giudici a trasferirsi nelle aule più piccole, e più riscaldate, dell’ala nord del palazzo (vedi anche la foto del giudice Nicotra con la sciarpa). Ora piove nell’ufficio del sostituto Sangermano, e forse piove simbolicamente anche sullo stato della giustizia nel nostro paese (ieri nell’aula grande si discuteva di una bancarotta del 2003...).
Più volte il presidente del Tribunale, Francesco Antonio Genovese, ha sottolineato le carenze del palazzo (il riscaldamento che non va, le infiltrazioni, la mancanza di un ascensore per disabili...) e lo ha messo nero su bianco agli atti della commissione per la manutenzione. L’immobile è del Comune, che lo affitta figurativamente al Ministero, ma deve comunque provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria. Di fronte alle difficoltà lo stesso Genovese ha proposto provocatoriamente di spostare gli uffici giudiziari a Firenze (cosa al momento impossibile), ma forse più praticabile sarebbe lo spostamento in altri locali di proprietà del Comune che dovessero liberarsi. «Così è difficile andare avanti - commenta il presidente Genovese - Bisogna seminare adesso per raccogliere forse tra qualche anno».
Paolo Nencioni
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