La manifestazione
Niente strada per Almirante
Bocciata la proposta del consigliere Auzzi, sì a due vie intitolate a sacerdoti
PRATO. Anche a Roma il sindaco Alemanno ci aveva fatto un pensierino ma poi, tra mille proteste, fu costretto a fare marcia indietro. L’intitolazione di una via a Giorgio Almirante non s’ha da fare, nemmeno a Prato. Non la vuole la commissione Toponomastica del Comune presieduta dall’assessore competente Roberto Caverni, composta da esperti esterni e da un rappresentante di Sori. Commissione che si era riunita a fine 2012 ma è del 5 marzo scorso la delibera con cui la giunta comunale assegna le nuove denominazioni per le strade pratesi. La richiesta di intitolare una strada ad Almirante, uomo politico a lungo segretario del Movimento sociale italiano, era stata presentata a suo tempo dal consigliere ex An e ora nelle file di Prato Libera e Sicura, Giancarlo Auzzi, prima verbalmente e poi formalizzata per iscritto. La bocciatura della commissione Toponomastica viene giustificata con il fatto che il toponimo proposto non ha rilevanza a carattere locale. Par condicio, secondo l’assessore Caverni, vuole comunque che in città manchi una strada intitolata al comunista Palmiro Togliatti. «A ben guardare, ne esiste una anche a Firenze, Sesto e Campi - fa notare -. La commissione ha una sua tempistica ben precisa: le strade vengono intitolate, i toponimi vengono inseriti in una lista per utilizzarli appena se ne presenta la necessità». No ad Almirante, sì invece a monsignor Antonio Frati, storico vicario generale della Diocesi di Prato scomparso nel 1988, carica ricoperta per quindici anni. Una figura cara ai pratesi, tanto che un comitato di circa 200 persone ha inviato una richiesta alla commissione Toponomastica per chiedere che una via fosse dedicata al sacerdote. Nessun bisogno di sollecitare ancora (la Diocesi ha diramato ieri una nota): la Commissione si è già pronunciata in modo favorevole a dicembre. Semaforo verde anche per una strada intitolata a padre Gianpiero Fabbretti, il compianto parroco di Sant'Antonio a Reggiana spentosi nel gennaio 2012, a patto che trascorrano dieci anni dalla morte.
Maria Lardara
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