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Prato

«Per l’unità a destra si muova Cenni»

«Per l’unità a destra si muova Cenni»

L’agenda degli Indipendenti per Prato: «Discutere dei problemi e non dello stadio, non saremo noi a far cadere la giunta»

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PRATO. «Una cosa deve essere chiara: non si attribuisca a noi la volontà di fare cadere la giunta Cenni». Sono i quattro Indipendenti per Prato - Simone Frosini, Gianluca Banchelli, Francesco Innaco e Luciano Gestri - a dire la loro, dopo che il sindaco Cenni ha lanciato un forte richiamo all’unità e alla compattezza per poter affrontare il secondo mandato.

Nessuna intenzione di “impallinare” il primo governo di centrodestra cittadino dopo una lunga permanenza del centrosinistra, ma con la convinzione «che un altro passo è necessario. Anzi - dice Banchelli - siamo stati i primi a cogliere quelle che erano le trasformazioni della città che poi, prima dell’esito elettorale, si sono palesate nella composizione dei gruppi consiliari».

L’obiettivo degli Indipendenti è chiaro: «Confronto sui temi, quelli veri che interessano Prato in una fase estrema difficoltà e che rappresentano le nostre priorità. Se questo avverrà l’ultimo scorcio di legislatura procederà senza intoppi». «E se il sindaco - è l’opinione di Innaco - sente la necessità di ricompattare la maggioranza, che avvii un percorso. Non chieda a noi di farlo, spetta a lui la responsabilità». Sul tavolo, secondo gli Indipendenti, problemi veri «che devono trovare risposte nei due bilanci - è il giudizio - che la giunta ha ancora davanti: facendo scelte serie, è evidente, perchè tutto non si potrà fare per i tagli ai contributi ma cominciando da una ulteriore contrazione della pesa corrente. Margini ce ne sono ancora». Una manciata le priorità degli Indipendeti «tutte però rivolte al sociale e al sostegno alle aziende. Mi fa infuriare - attacca Banchelli - in una fase in cui le imprese chiudono, i disoccupati aumentano, Asm non sa se potrà pagare gli stipendi dei 330 dipendenti, che si parli del nuovo stadio». Temi, si diceva: dalla Tares «da vedere bene perché porterà un ulteriore aggravio», alla tassazione da mantenere a livelli minimi, tutela delle fasce deboli attraverso politiche sociali, aiuto alle imprese, azione forti sugli sprechi delle partecipate. «Abbiamo chiesto di dismetterle praticamente tutte - dice Banchelli - ma non è accaduto. Anzi. Dal nuovo presidente Consiag Baggiani abbiamo ricevuto l’organigramma delle società collegate alla holding e i consigli di amministrazione riempiono otto pagine scritte piccole. Si tratta di almeno sessanta persone, molti gli ex consiglieri comunali, del tutto improduttiva». E’ Innaco, invece, a lanciare l’idea di un fondo immobiliare per riutilizzare il patrimonio invenduto per l’edilizia popolare.

«Vogliamo essere propositivi - aggiungono - ma anche ascoltati. Non deve più accadere di essere inviati a un tavolo per il confronto sul bilancio - concludono - che poi non si riunisce mai». (c.o.)

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