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L’Urbanistica al posto degli uffici

L’Urbanistica al posto degli uffici

L’assessore Caverni: spostando gli assessorati risparmiamo 1.300.000 euro

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PRATO. «Gli assessorati solo in spazi di proprietà comunale». Così l’assessore al patrimonio Roberto Caverni, annunciando gli ennesimi tagli nella spesa per affitti, l’assessorato all’Urbanistica da viale Vittorio Veneto a viale della Repubblica e il Ced da via Cairoli in via Santa Caterina. Ma prima di spiegare in dettaglio i traslochi, continua Caverni: «L’assessorato al Patrimonio ha lavorato fin dall’inizio della legislatura, in alcuni casi confermando e accelerando scelte assunte dalle precedenti amministrazioni, per il recupero di edifici storici di proprietà del Comune e per la ricollocazione negli stessi di uffici e servizi dell’Amministrazione. L’obiettivo perseguito è duplice: riqualificare e individuare nuove funzioni degli immobili ma anche la realizzazione di notevoli economie sulle spese per locazioni passive. E così le spese per affitti sono passate dai 2.132.200 euro dell’assestato 2008 a 811.656 euro dell’assestato 2012, con oltre 1.300.000 euro di risparmi annui che sono stati destinati ai servizi per i cittadini». Una riduzione di canone consentita dalla “spending review” per agli enti locali, con un risparmio totale di 90mila euro, con il caso più eclatanti per l’Archivio comunale in un edificio industriale di via Pomeria, calato da 190mila a 145mila, anche se l’intento dell’assessore Caverni resta il trasferimento in un nuovo spazio da costruire a Iolo, su un terreno do proprietà comunale. Ma torniamo al prossimo trasloco degli assessorati. Nel corso di quest’anno saranno completati i lavori di ristrutturazione dell’immobile di via Santa Caterina, dove verrà trasferito il Ced, che ora costa 100.000 euro l’anno di affitto, mentre l’assessorato all’ Urbanistica ed altri servizi oggi ospitati nel palazzo di viale Arcivescovo Martini di proprietà della famiglia Pecci, saranno ricollocati presso gli spazi lasciati liberi dalla Biblioteca e dagli Uffici del Museo Pecci, trasferiti nel nuovo edificio, consentendo un ulteriore economia di 230.000 euro anni. «Era davvero assurdo essere proprietari di edifici così importanti, vicini al centro, e spendere per locazioni invece che investire sul proprio patrimonio» conclude Caverni. (r.t.)

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