Gioco
«Il regalo più bello a Francesco? Un festival del cinema a Prato»
L’autore di tutte le colonne sonore delle pellicole di “Cecco” si è dedicato a lui interamente «Sarebbe bello digitalizzare “Madonna che silenzio c’è stasera” e poi proiettarlo alla ex Campolmi»
PRATO. Gli rimarrà forse il dubbio di sapere come sarebbe andata se avesse proseguito la sua carriera nel cinema anziché scegliere di intraprendere la professione del medico (omeopata), ma Giovanni Nuti, classe 1952, non ha alcun rimpianto. In lui convivono l’anima del musicista nonché autore di tutte le più belle colonne sonore dei film di suo fratello Francesco, pittore e poeta, con quella più razionale che contraddistingue un dottore. «La passione per l’arte, cui attingo nel tempo libero, mi consente di rinnovare le energie che la medicina tende a meccanizzare - spiega - Quando negli anni Novanta ebbi la possibilità di scegliere, mi resi conto che fare il musicista non poteva essere un mestiere a tempo pieno poiché avrebbe significato entrare a fare parte di un’industria da cui non ero attratto». Peccato, verrebbe da dire ripensando al successo della splendida “Lovelorn man”. «Lavorare con mio fratello era diverso - dice - mi faceva leggere prima le sceneggiature e le musiche uscivano fuori quasi su misura dei personaggi». Pur continuando a comporre melodie, oggi, Giovanni, si dedica per lo più alla poesia e, in modo particolare, a “Cecco”. «Sarò la voce di Francesco», una spinta venuta da dentro. «Dopo l’incidente, mio fratello ha perso l’uso pieno della parola - racconta - è stato a quel punto che ho capito che la sua voce doveva essere la mia». Così è stato. Giovanni è sempre rimasto al suo fianco: dalla prima uscita pubblica dopo il grande trauma fino alla recente serata-omaggio al Terminale per la proiezione di “Madonna che silenzio c’è stasera”, forse il film più pratese di Nuti, mai trasferito su formato digitale. Madonna che silenzio…alla Campolmi. Fu proprio in occasione di quella serata di dicembre che Giovanni, autore della colonna sonora, manifestò pubblicamente il desiderio che la pellicola potesse essere presto recuperata e resa fruibile su un supporto dvd. «So con certezza dov’è conservata l’originale - dice - mi auguro che venga restaurata, dopodiché sarebbe bello organizzare una proiezione pubblica proprio alla ex Campolmi, nell’edificio dove fu girata la scena del telaio-mostro. Potrebbe essere, perché no, anche l’occasione per aprire un tavolo di confronto tra industria e cultura». C’era una volta il Premio Prato.... Non nasconde che un festival del cinema sarebbe il regalo più bello che la città potrebbe fare a Francesco. «Non un evento per esaltare la sua personale filmografia, ma una settimana della cultura nell’ambito della quale ridar vita a una sorta di Premio Prato con la partecipazione di personaggi di spicco, attori, registi e scrittori - spiega - Non ci dimentichiamo che in questa città abbiamo due vincitori dello Strega che potrebbero fare da tramite e attrarre pubblico: mio fratello ne sarebbe entusiasta e per Prato sarebbe una buona idea di futuro».
“Olga” debutta al cinema. Olga è un nome di donna da cui trae il titolo la canzone (“Olga tu mi fai morir”) ispirata a una sceneggiatura di Francesco mai portata sugli schermi a causa dell’incidente. Scritta insieme a Giovanni, che l’ha musicata, accarezza quest’anno l’idea di Sanremo, ma viene respinta. Ora, però, sembra esser stata scelta per diventare una colonna sonora. «Siamo stati contattati tramite Facebook da un giovane regista romano, Valerio Groppa, che vuole usare Olga per un cortometraggio con protagonista Massimo Ghini - svela - Si tratta di una proposta che speriamo vada a buon fine».
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