Il Tirreno

Prato

Un imprenditore pratese alla conquista della Sala

di Tiziana Gori
 Un imprenditore pratese alla conquista della Sala

Il cinquantenne Simone Borgioli, che gestisce da anni una pasticceria a Seano, ha inaugurato ieri sera il «Café Le Blanc», dopo aver rilevato lo storico locale cult La Sala

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PISTOIA. Da pasticceria a pasticceria più american bar: «Il locale sarà aperto fino alla mezzanotte per seguire l’orario della Sala».

La Sala vive di sera e chi investe sul comparto sa che deve adeguarsi. Una scelta e una necessità dettate dall’evoluzione dei gusti, degli stili di vita.

L’ex pasticceria La Sala, gestita per decenni dalla famiglia Gherardeschi, riapre con la gestione di Simone Borgioli, 50enne imprenditore pratese, cambia look, nome e rinnova parzialmente l’offerta. «Abbiamo scelto di chiamarlo Café Le Blanc, perché gli interni sono interamente in bianco: la boiserie (la decorazione basata sulla copertura delle pareti con pannelli di legno), il bancone e le pareti sono in bianco, un colore prevalente già nella sala retrostante la pasticceria, dove invece il colore dominante era il marrone scuro».

Borgioli gestisce da 11 anni a Seano la pasticceria B & B. Anche il Café Le Blanc offrirò la pasticceria di produzione propria dei Borgioli: «Secca e brioche, siamo già conosciuti a Pistoia, riforniamo da anni diversi locali e bar del centro».

Al lavoro dietro il bancone e in saletta lo stesso Borgioli, 4 dipendenti e un paio di familiari. «Speriamo che l’avventura vada bene. Apriremo alle sette del mattino e fino alle otto di sera lavoreremo come pasticceria. Ma - afferma - chiudere alle otto sulla Sala sarebbe stato un delitto. Abbiamo pensato di fare una cosa più “intonata” al comparto prolungando l’orario fino alla chiusura standard dei locali della Sala».

Dalle venti in poi, quindi, oltre alla pasticceria, anche cocktail e aperitivi, con il Le Blanc che si trasforma in american bar. «Un ambiente adatto a tutti - commenta Borgioli - non solo per giovani come altri pub della Sala».

Ieri sera, festa della donna, il taglio del nastro, che segue di solo poche settimane l’inaugurazione della fiaschetteria La Pace, in via dei Fabbri, gestita da Emanuele Bugiani, che ha lasciato l’osteria paterna “Da Checco”, per tentare l’esperienza solitaria nel campo dell’enogastronomia. Vini e cucina toscana il suo punto di forza, e sulla cucina tipica regionale punterà anche l’ex ristorante San Jacopo, che riaprirà tra circa 10 giorni in via dei Crispi con il nuovo nome “La Cantinetta”, e la gestione del 35enne imprenditore milanese Massimo Barelli. Barelli, rappresentante nel settore enogastronomico da diversi anni, ha colto l’occasione del San Jacopo in chiusura per abbandono della precedente gestione. «La città mi piace e ho voluto provare. In cucina avrò Angelo Madonna, allievo di Bruno Barbieri, tra i migliori 10 chef Under 30 della penisola. Proporrò soprattutto cucina toscana, ma con un occhio di riguardo al pesce».

In via Francesco Crispi, dov’è “La Cantinetta”, un gruppo di esercenti ha incontrato poche settimane fa l’amministrazine comunale per sollecitare l’installazione di alcuni punti luce. «È una bella zona - commenta Barelli - ma quella strada è lasciata a se stessa la sera, completamente al buio». La risposta (per una volta) è stata rapida. I lampioni sono stati installati due settimane fa.

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