Attenzione
Permesso a tempo ai cinesi irregolari
La proposta di Fabrizi, segretario generale Cgil: «Diritto di cittadinanza per toglierli dalle mani degli aguzzini»
PRATO. «Per togliere dalle mani dell’aguzzino di turno, quei lavoratori cinesi sfruttati e senza diritti che come prospettiva hanno solo nuovi ricatti e ancora più vessazioni, da qualche parte bisogna pur cominciare. Secondo noi il modo giusto per partire è quello di indirizzarli sulla strada dei diritti, primo tra tutti quella di cittadinanza». Una proposta che farà discutere quella del segretario Cgil Alessandro Fabrizi che giudica la denuncia di un operaio cinese contro il padrone accusato di sfruttamento per condizioni di lavoro disumane, per un paga da fame e per aver abbandonato l’operaio davanti al pronto soccorso quando è rimasto vittima di un infortunio grave, «importante ma non certo indicativo di un cambio di mentalità della comunità».
Secondo Fabrizi: «Per garantire un effettivo percorso di emersione e poi successivamente di integrazione alle persone irregolari, una volta individuate, dovrebbe essere dato una sorta di riconoscimento anche temporaneo, un permesso di soggiorno a tempo che però sia efficace sul fronte delle tutele». Per il sindacalista questa nuova frontiere dei diritti usati per fronteggiare l’emergenza, avrebbe anche un’applicazione semplice: «Si potrebbe iniziare - dice - da quella massa di persone che vengono scoperte ogni volta che il gruppo interforze fa controlli nelle confezioni cinesi. Posto che - è il ragionamento - ogni volta che un irregolare viene scoperto, resta tale visto che non può essere rimpatriato per assenza di accordi bilaterali con il suo Paese d’origine, tanto vale imboccare una strada che tuteli il lavoratore ma che nello stesso tempo permetta un margine di manovra più ampio a chi lo ha in carico».
Evidente, per Fabrizi, che per realizzare un progetto così ambizioso dovrebbe entrare in campo, in prima battuta, il legislatore. «Certo - spiega - nulla può fare il sindacato senza un corpus normativo nuovo e più adeguato alla situazione e senza l’impegno di tutte le istituzioni». Per questo, la proposta della Cgil è stata girata «per ora solo a livello verbale» ai nuovi parlamentari pratesi con l’invito a portare le istanze di una città che per numero di immigrati è la prima in Italia nel rapporto con la popolazione residente, là dove le leggi possono essere modificate. «Sono convinto inoltre - conclude Fabrizi - che un occhio meno indulgente verso chi affitta i locali all’interno dei quali poi avvengono tante degenerazioni, possa dare risultati».
Cristina Orsini
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