La manifestazione
Ecco il “manuale” del dialetto
Il libro del linguista pratese Alan Pona contiene anche due storie della tradizione
PRATO. Se vuoi imitare il dialetto pratese, basta che aspiri la c.
Così, erroneamente, pensano in tanti, anche in Toscana, ignorando la vera storia delle nostre espressioni dialettali e la loro grammatica.
A sciogliere l’enigma, ci ha pensato il linguista pratese, Alan Pona nato e cresciuto a Vergaio, autore del libro “C’èra una ‘òrta. Il dialetto a Prato attraverso due sue novelle” ( Romano Editore, p.p. 120).
Il libro si presenta come un’autobiografia linguistica dell’autore, arricchita da due novelle della nostra tradizione:“La Capra Ferrata” e “Petuzzo”.
«Il lavoro si compone di due parti comunicanti- spiega l’autore- la prima presenta due novelle, molto note in Toscana, trascritte di recente in italiano e qui riproposte in dialetto pratese. La seconda parte del volume traccia invece una descrizione della grammatica del nostro dialetto. Sugli scaffali delle librerie mancano grammatiche del nostro dialetto: le uniche pubblicazioni di rilievo si concentrano esclusivamente sulle parole e sulle espressioni idiomatiche, tralasciando aspetti più strettamente grammaticali quali la fonetica, la morfologia e la sintassi».
Il libro intende dunque raggiungere un compromesso tra due spinte centrifughe: quella del ricordo e della memoria e quella, più rigorosa dell’ analisi scientifica.
Il tutto animato da un diverso spirito di affrontare la riflessione sulle parlate locali, intravedendone una ricchezza e una risorsa. Uno studio puntuale, e completo, dunque, che non solo insegna ma anche diverte il lettore appasionato delle radici del proprio dialetto.
Alan Pona attualmente, dopo aver a lungo collaborato con l’università, è insegnante di italiano e facilitatore linguistico per bambini di origine straniera, nelle scuole del Comune di Prato.
Il libro, edito recentemente, si può giù trovare in molte edicole cittadine.
Miriam Monteleone
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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