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Prato

Biffoni (Pd): «Sbagliato spostare lo stadio, rifacciamolo dove già sta»

Biffoni (Pd): «Sbagliato spostare lo stadio, rifacciamolo dove già sta»

Il deputato si schiera nettamente contro l’ipotesi di costruire un nuovo impianto in periferia

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Il deputato del Pd Matteo Biffoni si schiera nettamente contro l’ipotesi di costruire un nuovo stadio lontano dall’attuale Lungobisenzio, dopo la scoperta che servirà un ingente investimento per mettere a norma l’impianto attuale.

«Leggere le proposte della attuale Amministrazione relative alle ipotesi urbanistiche per il nuovo stadio - scrive Biffoni - fa regredire la discussione circa il futuro del governo del territorio di Prato ad un'era geologica che speravamo ormai definitivamente chiusa. La proposta che sostanzialmente ne esce è la solita, immarcescibile idea di consumo di suolo pregiato, di nuova edificazione su aree verdi; insomma una vecchissima idea di governo del territorio che alla fine, comporterà l'ennesima occupazione di suolo libero e pregiato, e sull'area del Lungobisenzio una probabile operazione edilizia invasiva per la quale dovremmo inventarci finalità e funzioni».

«Io credo che si possa pensare a qualcosa di meglio - aggiunge Biffoni - e gli esempi virtuosi non mancano in molte altre Nazioni. Si dovrebbe avere coraggio ed ambizione, a mio modo di vedere. E allora proporre alla città una grande operazione di riqualificazione urbanistica dell'area di via Firenze e dintorni, e ricostruire lo stadio dove attualmente è, ovviamente ripensandolo secondo canoni attuali e alla stregua dei più moderni stadi europei, più compatto e snello. Gli stadi, nella loro accezione moderna, ormai sono sempre più spesso edificati in città e non in periferia,anche per permetter loro di vivere durante l'intera settimana e non solo la domenica. Contestualmente questa operazione dovrebbe comportare una intera riorganizzazione del disegno urbanistico e della viabilità della zona, anche per permettere un agile accesso alla struttura stadio, sfruttando in maniera nuova ed efficace l'area degli attuali Magazzini Generali e della Ferrovia. Attraverso accordi - conclude Biffoni - si potrà abbattere, e in parte ricostruire, le attuali aree già edificate, riqualificandole in maniera virtuosa e sfruttando gli ampi spazi inutilizzati legati ai servizi ferroviari. Solo un'operazione di tal fatta darà risposte vere in termini di fruibilità e servizi alla cittadinanza».

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