Finanza
Raiola vuole ristrutturare il debito
Aveva rilevato la parte pubblica della Btp. «Ma vado avanti»
PRATO. Comincia a zoppicare il progetto dell’ingegnere Raffaele Raiola, che con la sua Impresa ha rilevato la parte degli appalti pubblici della Btp di Riccardo Fusi. Dopo l’ingiunzione da 5 milioni di euro che in ottobre gli fu inviata dal liquidatore Armando Vanni e dai commissari giudiziali Inzitari, Barbieri e Russotto, in questi giorni l’imprenditore ha presentato al Tribunale di Roma un’istanza ai sensi dell’articolo 161, sesto comma, della legge fallimentare. E’ la terminologia legale che sta a indicare una richiesta di ristrutturazione del debito. Dovrà essere presentato un piano industriale e nel giro di tre o quattro mesi il Tribunale potrà omologare la richiesta.
Al telefono l’ingegner Raiola si dichiara comunque ottimista. Non vuole entrare nei dettagli sull’entità del debito da ristrutturare, ma assicura di voler andare avanti nella gestione degli appalti pubblici che ha ereditato dalla Btp, a sua volta nella fase del concordato preventivo.
E quell’ingiunzione da 5 milioni di euro? «Una storia complessa che si è già risolta - assicura Raiola - Noi vantavamo un credito molto più alto e abbiamo fatto una transazione».
Bisognerà dunque aspettare qualche mese per capire se il debito potrà essere ristrutturato o se i problemi di Impresa si riveleranno più difficili da risolvere.
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