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Prato

«No al patto di stabilità, ci paralizza»

«No al patto di stabilità, ci paralizza»

La rivolta della giunta di Vernio: «Pensavamo di dimetterci, non possiamo realizzare opere che sono già finanziate»

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VERNIO. La giunta Cecconi compatta nell'opporsi al patto di stabilità. «Abbiamo valutato la possibilità di dimetterci in segno di protesta contro norme che, da una parte ci impongono pagamenti a 30 giorni, dall'altra ci impediscono di realizzare opere che sono già finanziate. Alla fine però a prevalso il buon senso e abbiamo deciso di continuare a lavorare nonostante le grosse difficoltà» dice il sindaco Paolo Cecconi.

Le preoccupazioni dell'amministrazione sono reali; un debito verso i fornitori di un milione e 500mila euro, 40 aziende che devono ancora incassare e se non lo faranno i tempi brevi potrebbero rischiare la chiusura e la necessità di portare avanti progetti fondamentali per la comunità; l'ampliamento del cimitero di Cavarzano, la sistemazione della strada di Sant’Ippolito (per spiegare ai cittadini le cause del fermo dei lavori mercoledì alle 21 al circolo i Partigiani si terrà un' assemblea pubblica), il salone delle Capriate all' ex Meucci, una frana a Terrigoli, che di fatto mina le fondamenta di un' abitazione privata, l'ampliamento delle scuole per rispondere all'aumento della popolazione, per un totale di oltre 400mila euro già finanziati. Forse a rischio anche l'apertura della piscina estiva di Vernio.

«Se sforiamo il patto di stabilità – spiega l'assessore al bilancio Paolo Lucarini – di fatto ci troviamo con un bilancio decurtato dello stesso importo, senza considerare il danno che stiamo causando alle aziende che lavorano per noi». Una situazione difficile da cui uscire, anche perché l'amministrazione ha deciso di non aumentare le tasse. «Non possiamo neppure fare un accordo con le aziende per dilazionare i pagamenti – spiega l'assessore al patrimonio Giovanni Morganti – perchè il contratto sarebbe nullo e implicherebbe pesanti conseguenze sull' amministratore e il funzionario firmatari».

Se Vernio piange, Cantagallo non ride; nel 2013 anche questa amministrazione rientrerà nel patto di stabilità «Fino ad ora – spiega il vice sindaco Paolo Gelli – non abbiamo sofferenze nei pagamenti verso le aziende, da ora in poi la situazione cambia, l' unica possibilità che avremo è di spezzettare tutti gli interventi».

Intanto la lottizzazione a nord di Carmignanello è stata bloccata. Molto migliore la situazione a Vaiano; l'amministrazione non ha nè debiti verso le aziende, paga in media a 23,47 giorni, né progetti bloccati. «E' il frutto di un' attenta pianificazione- spiega il vice sindaco Primo Bosi – Certo se il patto di stabilità fosse meno rigido potremmo avere più margine di azione».

Alessandra Agrati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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