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Consiglio trasformista, ora la maggioranza è risicata

PRATO. Compatti dopo le amministrative 2009. Sfilacciati, confusi, spesso sull’orlo di una crisi di nervi dopo tre anni e mezzo. E’ la maggioranza di centrodestra in consiglio. Che a suo modo...

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PRATO. Compatti dopo le amministrative 2009. Sfilacciati, confusi, spesso sull’orlo di una crisi di nervi dopo tre anni e mezzo. E’ la maggioranza di centrodestra in consiglio. Che a suo modo rispecchia tentennamenti, cambiamenti di casacche, mali di pancia della politica nazionale. Non potrebbe accadere diversamente.

I 40 consigliere comunali, 41 con il sindaco, erano divisi nettamente: 25 (sempre con il sindaco) al centrodestra e 16 di centrosinistra (Pd e Idv).

E’ accaduto che con rimescolamenti, allontamenti, prese di distanza ma non troppo, oggi la maggioranza è in bilico: può contare su 20 voti certi (una quota sostanziosa del Pdl, l’unico voto Udc, una parte del gruppo misto composto da un ex Lega Nord, un ex Fli, un consigliere passato Prato Libera a Sicura) dopo la porta sbattuta del consigliere andato e rimasto con Fli (il secondo è rientrato nei ranghi e si è riavvicinato al Pdl) e il gruppo Indipendenti per Prato formato da quattro persone che fino a oggi non hanno fatto mandare il voto ma che si stano tenendo le mani libera per votare “secondo coscienza” di volta in volta.

E’ la loro una storia particolare. Si tratta di quattro consiglieri ex Pdl (Innaco, Banchelli, Frosi e Gestri) che prima in forte polemica col partito hanno via via intrapreso u percorso di allontanamento fino a uscire definitivamente. Oggi possono decidere di votare le delibere del centrodestra ma possono anche non farlo. Mani libere. In questo secondo caso i consiglieri sarebbero testa a testa: 20 per la maggioranza, 20 per l’opposizione. Un consiglio comunale estremamente debole, dunque, e l’ha dimostrato almeno due volte: su una delibera per l’approvazione di un lotto di case popolari e un’altra su Asm nella quale veniva costituita una srl per consentire alla spa di partecipare alla gara di affidamento del servizio rifiuti, se il centrosinistra non fosse andato in soccorso dei competitor gli atti non sarebbero stati approvati. Soprattutto la giunta si sarebbe trovata senza maggioranza. Una situazione di precarietà che Cenni non ha fatto mistero di non gradire.

Non basta, tanto per aumentare riposizionamenti e confusione, in consiglio non esiste più la Lega Nord: c’è un consigliere della lega Toscana mentre l’altro fa l’occhiolino al Movimento 5 Stelle. C’è invece un assessore della Lega Nord che non si sa chi rappresenti in consiglio.

Nelle ultime settimane un consigliere e venuto 9in soccorso alla maggioranza: Federico Lo Russo che ha lasciato Fli per iniziare la marcia di riavvicinamento al Pdl. Secondo gli “azzurri” anche latri vorrebbe tornare all’ovile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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