Il Tirreno

Prato

tribunale

C’è un’altra inchiesta sui mutui

Indagati un italiano e un cinese: avrebbero falsificato le buste paga

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PRATO. Oltre a quella aperta dal procuratore capo Piero Tony e dal sostituto Lorenzo Gestri, c’è un’altra inchiesta sui mutui concessi negli anni scorsi ai cittadini cinesi, ma in questo caso ci sono due indagati e la banca, nello specifico Banca Toscana, figura come parte lesa.

L’inchiesta è nata dalla segnalazione di presunte irregolarità nelle istruttorie per la concessione del mutuo e gli indagati, un italiano e un cinese, figuravano come mediatori per un numero imprecisato, ma abbastanza alto, di cittadini cinesi che volevano prendere il mutuo. Idue indagati si sarebbero fatto in quattro, presumibilmente dietro un compenso in denaro, per far sì che le domande venissero accettate. Come facevano? La Procura ipotizza che abbiano falsificato le buste paga che la banca chiede prima di concedere il mutuo, per avere garanzie sulla solvibilità del cliente. Nessuna garanzia esterna, insomma, ma qualcosa di simile a quello che è stato accertato in precedenti inchieste sul business dei permessi di soggiorno.

Parte lesa, come detto, risulta la Banca Toscana, che all’epoca dei fatti era già stata inglobata dal Monte dei Paschi di Siena.

La Procura però ha anche voluto verificare se in altri mutui concessi dalla banca ci fossero irregolarità, ma non ha trovato conferma all’ipotesi.

Un po’ com’è poi accaduto per la seconda inchiesta sui mutui, quella del procuratore Tony e del sostituto Gestri, sollecitata l’anno scorso da una segnalazione dell’assessore Aldo Milone. In questo caso l’ipotesi è che fossero stati concessi mutui a cinesi privi di un reddito sufficiente per chiederli, ma finora non sono stati trovati riscontri. Nemmeno della suggestiva presenza di un mediatore cinese che avrebbe prestato garanzie per i connazionali in giro per l’Italia.

L’assessore Milone ha rilanciato la sua tesi in conferenza stampa lunedì, e forse verrà ascoltato nuovamente in Procura. La prima volta non aveva aggiunto elementi a quelli già in possesso della Procura. (p.n.)

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