Il Tirreno

Prato

«Prima amici, presto soci nell’azienda»

di Ilenia Reali

Fenzi, amministratore e ora liquidatore della Lenzi Egisto, racconta i retroscena del salvataggio della fabbrica tessile

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PRATO. “La Lenzi Egisto ha problemi finanziari”. La voce girava di bocca in bocca, anche se sottovoce, tra gli imprenditori pratesi. Nella città tessile se un’azienda va male è il segreto di Pulcinella. C’è sempre qualche creditore in ritardo con la riscossione che chiede agli altri se il problema è serio e qualche professionista che si lascia sfuggire qualcosa.

Ed è così, tra incontri e chiacchiere, che Franco Bini, classe 1955, è venuto a sapere che la questione non era ancora ufficiale ma che il collega Roberto Fenzi, amministratore e socio dell’azienda valbisentina qualche grattacapo ce l’aveva.

Bini e Fenzi però non sono semplici colleghi. A legarli c’è qualcosa in più. C’è un’amicizia nata sui banchi di scuola, al Buzzi.

Roberto Fenzi arrivò a Prato da Livorno in terza e lì a studiare i segreti di trame e ordito c’era già Roberto Bini che poi sarebbe andato a guidare il lanificio Lineaesse e altre aziende tessili.

«Franco alzò il telefono e mi chiamò», racconta Fenzi.

“Ehi Roberto ho saputo che hai dei problemi con l’azienda. Se posso darti una mano in qualcosa io ci sono”. Poche parole, qualche spiegazione di cortesia e capitolo chiuso.

«Una telefonata - è ancora Fenzi a parlare - che mi fece un gran piacere ma che lì per lì pensavo dovesse rimanere solo a un gesto di amicizia».

Gesti che, tra l’altro, Franco Bini è noto per non lesinare e per essere molto attento a ciò che accade nel distretto. Si dice che è sua anche l’idea, attuata poi dalla Curia, di istituire un fondo per i lavoratori in difficoltà.

I mesi trascorsero e i problemi della Lenzi Egisto si aggravarono tanto da essere arrivata alla presentazione del concordato preventivo.

«Avevo due trattative in ponte - dice il liquidatore dell’azienda valbisentina - e prima una, poi l’altra, nel giro di pochissimi giorni si sono chiuse senza alcun esito. Tra l’altro entrambe con imprenditori pratesi. Fu in quel momento che decisi di chiamare Franco e di chiedergli quell’aiuto che mi aveva offerto. Ci siamo visti e gli ho spiegato la situazione. E lui ha deciso di occuparsene in prima persona, fino alla firma del contratto preliminare di cui avete scritto e quindi l’affitto di azienda per due anni da sottoscrivere in via definitiva prima della presentazione del concordato. Ritengo l’abbia fatto per allargare le tipologie di produzione tessile ma anche e soprattutto per amicizia e per stima e fiducia, sedimentate in anni e anni, nei miei confronti. Non ho che da ringraziarlo».

Nella nuova azienda che affitterà la Lenzi non ci sarà probabilmente Roberto Fenzi ma suo figlio. «Credo che io rimarrò come consulente ma Franco a piacere che rimaniamo all’interno dell’azienda. E anche lui la seguirà direttamente: suo fratello Mauro infatti verrà personalmente a seguirla».

Fenzi si dichiara contento della situazione che si è creata. «Non possiamo evitare di dire che i rapporti tra la compagine sociale dell’azienda dopo la morte dello zio Egisto si erano sfaldati. Adesso, con i Bini, contiamo di occuparci della parte più innovativa della Lenzi: abbiamo l’obiettivo di concentrarci sui prodotti tecnici, sul militare avanzato, sui capi per il motociclismo».

La firma definitiva dichiara Fenzi non c’è ancora stata ma è questione di giorni. «I tempi si sono allungati - spiega il liquidatore della Lenzi Egisto - perché dobbiamo ancora capire come mettere a punto il passaggio dei dipendenti. Con le nuove riforme sono previsti tempi un po’ più lunghi del previsto col Ministero ma contiamo di poter chiudere al rientro di Franco Bini dell’Asia (due settimane ndr) per cominciare a parlarne col sindacato. L’accordo con Bini prevede che con il ramo di azienda passeranno 18 dipendenti, 11 dei 44 per la Lenzi e 7 dei 17 per la tessitura».

Per gli altri (Fenzi riferisce che una decina di dipendenti si è già ricollata) sarà avviato un percorso di cassa integrazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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