Il Tirreno

Prato

Guadano il Bisenzio e restano a metà

di Alessandra Agrati
Guadano il Bisenzio e restano a metà

Dure critiche nei confronti dei due spericolati che hanno mobilitato Vigili del fuoco, carabinieri e volontari del 118

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PRATO. Guadare il Bisenzio a Carmignanello sembra essere diventato uno sport nazionale; anche ieri il proprietario di un fuoristrada ha deciso di passare il fiume invece di utilizzare la strada. Un' attività che ha anche un costo per la collettività; l'intervento di ieri ha richiesto l'arrivo di una squadra di pompieri da Montemurlo, dei carabinieri di Vernio e del 118, oltre a numerose ore di lavoro da parte di tutti, anche in condizioni difficili.

Il Bisenzio, infatti, in questi giorni è pieno e le correnti sono più forti del solito. Il punto dove, a distanza di poche settimane è avvenuto l'attraversamento, sempre con lo stesso risultato, in realtà è un vecchio guado che i meno giovani hanno spesso utilizzato per passare da una parte all'altra del fiume a piedi o in bici, i più spericolati in moto. «Non è un passaggio regolare -spiega il vice sindaco di Cantagallo Paolo Gelli – non è assolutamente consentito utilizzarlo. Mi domando come possa venire in mente alla gente di guadare, soprattutto con le condizioni climatiche di questi giorni; le acque inoltre sono torbide e nascondono il fondale sconnesso». In realtà esiste una strada che collega le due sponde del fiume, è sterrata, ma un fuoristrada come quelli che sono rimasti bloccati nel Bisenzio, non ha problemi a percorrerla. Del resto per accorciare il percorso di 1,5 Km si rischia di mobilitare un numero impressionante di persone. Il guado, infatti, fa guadagnare soltanto una manciata di minuti. Probabilmente la chiusura del guado, oltre che difficile sarebbe anche costosa, ma forse è venuto il momento di trovare una soluzione per disincentivare queste avventure. Ad assistere alle operazioni di salvataggio, i due conducenti una volta recuperati sono stati avvolti in coperte termiche visto che per diverse ore sono stati esposti a basse temperature, tanti curiosi e qualche arrabbiato. «Queste persone – spiega un automobilista fermo a guardare – dovrebbero essere salvate e poi obbligate a pagare i costi dell'operazione. Solo così si levano la voglia di fare queste cretinate». Lo stesso problema si era posto lo scorso autunno, quando in tanti mentre cercavano funghi si sono persi per i boschi della Val di Bisenzio. In qualche caso era dovuto intervenite anche l' elicottero dei pompieri, mezzo che ha un costo decisamente elevato.

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