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Prato

Gli industriali: «La Tares ci preoccupa»

Gli industriali: «La Tares ci preoccupa»

Assindustria chiede di «minimizzare l’impatto» della nuova tassa sui rifiuti; aumentano i costi e il servizio rimane lo stesso

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Minimizzare l'impatto della Tares: questa la richiesta di Assindustria Prato. «C’è preoccupazione da parte delle imprese, occorre evitare possibili aggravi ulteriori a danno del sistema produttivo». A partire dal 2013, spiegano gli industriali, è stato introdotto un nuovo tributo comunale, sostitutivo della Tia e della Tarsu, la Tares, dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il tributo oltre a coprire i costi di smaltimento dei rifiuti prevede una maggiorazione per la copertura dei costi di altri servizi già resi dai Comuni.«In sostanza si tratta di un sicuro ulteriore aggravio economico senza che nessun nuovo servizio venga offerto in cambio».

Il Presidente Andrea Cavicchi commenta così la situazione: «L'Unione, dopo aver dimostrato con uno studio che l'Imu è costata alle imprese pratesi quasi il doppio rispetto all'Ici, sta simulando anche quale potrebbe essere l'effetto della Tares. In una fase molto delicata per la sopravvivenza delle aziende e dei posti di lavoro è indispensabile che le amministrazioni locali operino insieme alle imprese in un'ottica collaborativa, lavorando alla minimizzazione dell'impatto della nuova imposta. Noi chiediamo ragionevolezza nell'applicazione del tributo».

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