La manifestazione
«Noi, ostaggi della via chiusa per olio»
Protestano i residenti di Schignano: da quasi una settimana sono costretti a lunghi giri per lo stop a via di Cantagallo
PRATO. Schignano è isolata da quasi una settimana. Gli abitanti della frazione di Vaiano, da venerdì scorso, per raggiungere le loro abitazioni devono passare per la regionale 325, oppure armarsi di coraggio e transitare per la stretta e ripida via di Malcantone e Vignone che corre parallela a via di Cantagallo, chiusa per la presenza di olio sul manto stradale.
«ll problema – spiega un gruppo di abitanti – è che i lavori sono fermi, anzi mai iniziati. E' stato sicuramente giusto chiudere, ma contemporaneamente bisognava anche iniziare la fase di pulizia; ci sono state giornate splendide che sicuramente avrebbero agevolato le operazioni». Per percorrere la stretta strada alternativa bisogna essere guidatori provetti; i posti per scambiarsi sono pochi, inoltre una brutta curva a gomito potrebbe mettere in serie difficoltà chi con la guida non ha molta dimestichezza. «Se ho fretta – spiega un residente di Schignano – utilizzo via di Malcantone e Vignone, ma mi devo armare di pazienza visto che spesso si incrociano macchinoni e guidatori poco esperti che mi costringono a fare lunghi pezzi in retromarcia, altrimenti passo dalla 325, ma oltre ad allungare la strada di diversi chilometri, spesso mi ritrovo a fare i conti con incidenti e traffico lento. Immaginatevi che lavoro a Montemurlo e faccio il percorso casa-lavoro quattro volte al giorno». Domenica, complice la bellissima giornata di sole, qualcuno ha anche spostato le transenne e ha provato a percorrere la strada, dove effettivamente si vedono ancora le tracce di olio, ma nessuna degli ipotetici lavori, eppure un cartello posto soltanto dalla parte di Schignano annuncia l'apertura probabile per sabato 9 marzo. «La vedo dura – commenta un' automobilista – Danno pioggia per tre giorni e quindi addio ai lavori». Oltre al reale disagio, gli abitanti di Schignano, i residenti denunciano anche una mancanza di informazione sui cartelli stradali: l'unico che si vede venendo da Prato è stato messo all'altezza della rotonda di via 7 marzo, con la scritta “strada chiusa”, ma non viene fornito un percorso alternativo. «Noi ormai la strada per tornare a casa la conosciamo – commentano – ma spesso troviamo gente che non sa come procedere e quindi smarrita inverte la marcia e torna verso Prato».
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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