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«L’apertura dell’Angolo è stata un sogno realizzato»

«L’apertura dell’Angolo è stata un sogno realizzato»

PRATO. Reinventarsi imprenditrici per dare finalmente le gambe al sogno rimasto chiuso nel cassetto per troppi anni. E’ bastato un pizzico di coraggio e nel giro di poco, le sorelle Barbara e...

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PRATO. Reinventarsi imprenditrici per dare finalmente le gambe al sogno rimasto chiuso nel cassetto per troppi anni. E’ bastato un pizzico di coraggio e nel giro di poco, le sorelle Barbara e Cristiana Brachi, sono passate da dietro la scrivania di un ufficio al bancone di una pizzeria. «Lavoravamo entrambe come dipendenti in una stamperia di Vaiano – raccontano – una come ragioneria e l’altra come grafica. Il desiderio di mettersi in proprio c’è sempre stato». La decisione di lanciarsi in questa nuova avventura è arrivata nel 2006 dopo quasi vent’anni di lavoro dipendente: «Visto che in zona non ce n’era, abbiamo subito preso in considerazione l’idea di una pizzeria a taglio – dicono – ovviamente non ci siamo improvvisate, ma abbiamo prima frequentato dei corsi di formazione per imparare bene il mestiere e fatto pratica presso un forno». Diversamente da quello che si potrebbe pensare non è stata la crisi economica degli ultimi anni a spingere le due sorelle, ora anche socie in affari, a cambiare lavoro aprendo in via Braga un’attività di pizzeria al taglio da asporto: “L’Angolo”. «E’ nato tutto come una scommessa e a distanza di sette anni possiamo dire d’averla vinta», esclamano. Per trasformare l’idea in un’impresa è stato necessario però valutarne i rischi e soprattutto individuare l’area che si considera più giusta per fare affari. «La nostra intenzione è sempre stata quella di investire sul territorio – dichiarano – l’ipotesi di un centro commerciale non l’abbiamo mai presa in considerazione e fin dal primo momento ci siamo indirizzate verso locali di Vaiano». «Crediamo fortemente nella formula del centro commerciale naturale diffuso delle attività locali, nonostante la tendenza vada in un’altra direzione», ribadiscono. «Da parte nostra mai una volta abbiamo pensato di tornare indietro e mollare tutto – dichiarano – tranne forse i primi tempi perché, ve l’assicuriamo, fare impresa è davvero impegnativo e non immaginavamo che lo fosse così tanto. Ma superate le difficoltà iniziali legate soprattutto alla burocrazia e alle spese collaterali per la messa a norma dei locali è stato tutto più semplice».

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