Il Tirreno

Prato

Bini pronto a rilevare la Lenzi Egisto

di Ilenia Reali
Bini pronto a rilevare la Lenzi Egisto

L’imprenditore tessile ha già siglato un accordo preliminare. Trattative aperte anche per la “Tecnologie”

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PRATO. La salvezza della Lenzi Egisto e della tessitura di Vaiano sono legate a un nome, a quello dell’imprenditore tessile pratese Franco Bini che sta trattando per affittare una parte delle due aziende, fiore all’occhiello della Valdibisenzio e della Toscana in generale.

L’imprenditore, titolare del lanificio Lienaesse, con un passato da presidente del consorzio Pratotrade e da sempre uno dei Senior più attivi in Confindustria Prato e nella città, lunedìha firmato - tramite lo studio Biancalani - un preliminare con i soci della Lenzi Egisto.

Sull’accordo le bocche sono cucitissime perché ancora, a quanto trapela, non ci sarebbe stata la stretta di mano definitiva: se per quanto riguarda la parte finanziaria ci sarebbe un via libera da entrambe le parti rimangono ancora alcuni nodi da sciogliere su, ad esempio, l’organizzazione del personale.

Trapela però che Bini avrebbe l’intenzione di rilevare una ventina di dipendenti delle due aziende del gruppo su una cinquantina totali.

La notizia è uscita all’esterno dai dipendenti dell’azienda e tra i colleghi imprenditori, gli uni informati direttamente dall’amministratore della Lenzi, gli altri coscenti dell’intenzione di Bini di non voler disperdere quella che è una ricchezza per la città dal momento che la fabbrica valbisentina è titolare di brevetti interessantissimi per quanto riguarda il tessile tecnologico ma anche di una capacità di innovazione rara, almeno per il distretto pratese.

L’accordo non sarebbe in una prima fase un acquisto ma passerebbe per un affitto di azienda di due anni in modo da comprendere se affettivamente le difficoltà finanziarie in cui è precipitata l’azienda valbisentina è - almeno in parte - determinato da un disequilibrio tra gli investimenti per la ricerca e l’innovazione dei prodotti e le difficoltà ad ottenere in tempi brevi risultati sul mercato senza un finanziatore esterno forte.

L’accordo tra Bini e Fenzi passa dalla presentazione in Tribunale di un concordato di cui ancora non si conoscono le cifre (in bianco) e che riconosce una percentuale dei crediti.

Un’operazione comune nel distretto pratese che in questo caso porterebbe realmente alla salvezza di un’azienda della tradizione che ha comunque saputo leggere il tessile in modo alternativo anche se la sensazione è che comunque la razionalizzazione del personale sia, perlomeno in una prima fase, importante.

Rimarrebbe fuori dall’accordo l’azienda del Gruppo Lenzi Tecnologie per cui nelle ultime ore si sta cercando un accordo con un imprenditore, sempre pratese e di cui non si conoscono le generalità.

In questo caso potrebbe trattarsi di un imprenditore già legato al tipo di prodotto che sta facendo l’azienda che a differenza della tessitura può essere divisa dalla Lenzi Egisto.

Il prodotto della tecnologie può infatti avere un mercato proprio mentre la tessitura di Vaiano a macchinari e conoscenze fondamentali per realizzare i prodotti più tecnologici della Lenzi.

La crisi del Gruppo Lenzi Egisto, dopo anni in cui era considerato un fiore all’occhiello per la Toscana, è diventata nota lo scorso luglio quando si è reso necessario un aumento di capitale a fronte di una mancanza di liquidità e di un indebitamento di circa 5 milioni di euro.

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