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Più pista in cambio di terreni

Più pista in cambio di terreni

Il retroscena: Rossi-Cenni, una mediazione mancata. La strategia del Pdl

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PRATO. Dietro il grande gioco dell’aeroporto, affari e interessi politici che corrono sull’asse Firenze-Prato. E non poteva essere altrimenti. La storia solo mormorata racconta di tentativi di mediazione e convinzione da parte del presidente Enrico Rossi che in alcuni incontri con il sindaco di Prato Roberto Cenni avrebbe chiesto una certa collaborazione sul fronte della nuova pista di Peretola.

Rossi, non è una novità, dall’accelerazione impressa al Pit ha ottenuto il fuoco di sbarramento dei sindaci della piana, d’area democratica, quello di una buona fetta del Pd pratese (Fabrizio Mattei e Massimo Carlesi in testa), il niet della Provincia di Prato - tragata Partito Democratico - e dopo qualche tentennamento la bocciatura senza se e senza ma del sindaco Cenni. I ben informati sostegno che il punto di mediazione Rossi l’avesse fissato nei due contenuti della variante al Piano integrato regionale: da una parte l’allungamento di Peretola, dall’altro quegli 800 ettari di territorio agricolo pratese messi in salvaguardia e da inserire del parco della piana. Lo scambio, del tutto lecito e frequente in politica, avrebbe riguardato il via libera alla pista in cambio di terreni svincolati. Non è andata così. Un po’ perchè lo sforzo sulla riconsegna di territorio è stato giudicata assolutamente insufficiente da Prato, un po’ perchè il risultato elettorale ha ribaltato completamente le strategie politiche. Anche quella del Pdl che se mai dovesse lasciare in capo ai soli “grillini” la battaglia contro la super-Peretola, si giocherebbe definitivamente il secondo mandato al centrodestra in Comune. (c.o.)

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