Attenzione
Biffoni: «Il Pd pratese subito al congresso per la segreteria»
Il neodeputato boccia le larghe intese con il Pdl a Roma e traccia l’identikit del sindaco: coraggioso e pragmatico
PRATO. «Il congresso Pd provinciale? Farlo prima possibile. Se a livello nazionale si parla di ottobre qui si può iniziare anche prima dell’estate?»
«L’identikit del nuovo sindaco? Non certo un amministratore di condominio ma una persona che abbia il coraggio di fare scelte radicali e che sia un innovatore».
Matteo Biffoni, 38 anni, avvocato, varcherà la soglia di Montecitorio tra una manciata di giorni per l’insediamento delle Camere. E’ il più giovane parlamentare pratese, ed è la novità della nidiata di parlamentari partorita da queste strane elezioni senza vincitori.
Potrebbe tornare a casa presto, lo sa?
«Lo so. Ma sono disponibile anche a tornare a casa subito piuttosto di fare un accordo con il Pdl. Mi spiego: un governo con il Pdl mai e poi mai. Non lo voto».
E con il Movimento 5 Stelle?
«La vedo complicata. Ma perché no a un incarico a Grillo? Non sarebbe uno scandalo. L’M5S è il primo partito, è oggettivo, rappresenta più di 8 milioni di persone e allora che la smettano di stare alla finestra bellini bellini e si assumano la responsabilità di decidere».
Anche lei è di quelli che se c’era Matteo Renzi...
«No, io sono di quelle che dicono che con i se e con i ma non si va da nessuna parte. E è una cosa da non chiedere a me perché io Matteo l’ho votato alle primarie e l’ho fatto perché era convinto di qualcosa. Abbiamo perso e ora c’è la linea del segretario Bersani che anch’io rispetto fino in fondo. Certo, se si dovesse tornare a votare, sarebbe bene tenere presente che il Pd ha una carta importante da giocare».
Torniamo ai temi pratesi, lei invoca il congresso provinciale prima possibile, è una critica all’attuale segretari?
«Ma no, Ilaria Bugetti ha fatto quel che poteva. E poi non è proprio il momento di sparare addosso al partito. Dico solo che si poteva fare di più».
Quindi l’identikit del nuovo segretario Pd qual è, secondo lei?
«Voglio un segretario che stia sempre in mezzo agli tsunami cittadini, che stia in mezzo agli schiaffi, ai problemi. Dove c’è una questione, ecco, è lì che dev’essere il segretario del Pd, un partito che per impegno e presenza deve diventare quasi petulante».
Stesso discorso vale per il futuro sindaco?
«Più o meno. Di sicuro deve avere la forza necessaria per far spostare il baricentro dell’area metropolitana su Prato, deve farsi sentire ed essere molto più presente nell’azione verso la Regione che oggi manca completamente e deve essere propositivo e concreto».
Lei le idee chiare le ha?
«Nonostante tutto credo di sì. Almeno so ciò che voglio».
E cosa vuole?
«Riuscire a costruire temi nazionali, che valgano per tutti, partendo dalle specificità di Prato. La nostra città è lo specchio dell’Italia: sul fronte dell’immigrazione, del lavoro, della tipologia delle imprese del territorio che rispecchiano il 95% delle imprese nazionali. Ecco, riuscendo a trovare risposte per Prato credo si possano portare benefici veri a tutta Italia».
Emozionato al pensiero di entrare in Parlamento?
«Non è emozione, è adrenalina pura».
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