Italia
Rottamazione addio, la crisi spinge le famiglie ad arrangiarsi
Calano gli acquisti di elettrodomestici bianchi: prima di sostituirli si preferisce provare ad aggiustarli Caccia all’offerta migliore sul web. Il rivenditore: «Chiedono il preventivo, ma poi spesso rinunciano»
PRATO. Usa e getta addio. Il tempo in cui era lecito, e permesso, rottamare prima di riparare è decisamente tramontato; le vendite degli elettrodomestici bianchi sono, per la prima volta nella storia, in leggero calo ma aumentano le richieste di assistenza ai centri specializzati.
«Negli ultimi tre mesi - spiega il direttore di Marco Polo Express, Patrizio Pesarese - abbiamo registrato un lieve calo delle vendite, non parliamo di grandi cifre, ma di un segnale che va comunque colto». Lavatrici, frigoriferi, forni e lavastoviglie ormai rientrano nelle spese essenziali di una famiglia; certo non se ne può fare a meno, ma prima di accollarsi un nuovo acquisto si provano tutte le strade possibili, solo alla fine ci si arrende e, anche in questo caso, si valuta l'offerta migliore, magari sacrificandosi per qualche giorno a lavare i piatti manualmente o a trasportare i panni sporchi nella lavatrice di qualche familiare compassionevole. «Mia moglie - spiega Francesco - mi ha fatto notare che il cestello della lavastoviglie è ormai arrugginito e dovrebbe essere sostituito, così ho iniziato una ricerca su internet, ho trovato quello che mi serviva, me lo sono fatto spedire e con una cifra adeguata ho la lavastoviglie perfetta, Qualche anno fa l'avrei cambiata». Certo il ragionamento della sostituzione è valido quando l'elettrodomestico non è vecchissimo e il danno non supera un terzo della spesa per l'acquisto di uno nuovo (150/200 euro). «Qualche mese fa - spiega Alberto - si è rotta la lavatrice, un danno minimo che ho riparato da solo, generalmente riesco a metterci le mani a meno che non sia un guasto al motore. Dopo qualche settimana però si è bloccata completamente, così abbiamo deciso di acquistarne una nuova; ho confrontato i prezzi fra i vari negozi, preferisco le grosse catene di distribuzione, e poi ho trovato quella che era giusta per le mie esigenze». Cambia un po' l'atteggiamento per le persone anziane. Bruna, 70 anni, vive da sola e quando si è rotto il frigorifero ha deciso di chiamare direttamente l'assistenza. «E' stata una scelta costosa - spiega - perché il tecnico è dovuto tornare due volte e per ogni intervento ho dovuto pagare il diritto di chiamata. Per fortuna è successo a distanza di alcuni mesi, così ho spalmato la spesa». A confermare la tendenza anche Aldo Morandi dell' omonima ditta. «Negli ultimi mesi - spiega - si è registrato un lieve aumento di interventi che però sembra già essersi arrestato, le richieste vengono in una percentuale leggermente maggiore dalle persone anziane». Un'angolatura diversa, invece, viene da un altro centro assistenza, che vende anche ricambi. «La gente preferisce comprate una lavatrice da 300 euro, piuttosto che fare una riparazione da 200, c'è anche chi si organizza per il fai da te, ma è un'operazione sempre più complessa, almeno sull'aspetto dell'elettronica, componente rilevante di tutti gli elettrodomestici bianchi. Da gennaio a marzo, comunque c'è sempre stato un calo, a cui si aggiunge la diminuzione delle vendite; lavoriamo molto sugli oggetti in garanzia e quindi se non vengono acquistati cala anche il nostro lavoro. Cresce la richiesta di preventivi, ma nel 70% dei casi non va a buon fine».
Sul cambiamento dei comportamenti d'acquisto Corrado Ciardi di UniEuro fornisce un quadro interessante. «E' cambiata un po' la tendenza su certi tipi di prodotto; registriamo un aumento nelle vendite dei congelatori; si fa scorta di carne e di altro». Anche questo dato può essere letto nell' ottica della crisi, come quello del volume delle vendite. «Vendiamo più pezzi – continua Ciardi – a prezzi inferiori, sia per gli effetti della recessione, ma anche perché siamo in tanti a fare lo stesso lavoro e quindi la torta si restringe. Differisce un po' il quadro nell' ambito delle liste di nozze e dei finanziamenti, in entrambi i casi si punta su oggetti più cari». La classe di energia, invece, non è più una discriminante; gli elettrodomestici partono dalla classe A+, quindi fra le due classi estreme c'è una differenza per il consumo di energia di pochi euro.
Alessandra Agrati
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