Il Tirreno

Prato

Visite saltate, l’Asl batte cassa

di Maria Lard

Oltre 7500 cittadini hanno prenotato e poi non hanno disdetto: ma il ticket va pagato lo stesso

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PRATO. Due facce della stessa medaglia. Ha un conto salato la negligenza in sanità. La pagano i cittadini, la paga l’azienda pubblica. Non disdire una radiografia o una visita specialistica fino a 48 ore prima dell’appuntamento costa caro al cittadino pratese.

D’altro canto anche la sanità “lumaca”, con visite specialistiche (cardiologia, ginecologia, oculistica, neurologia, dermatologia, ortopedia e otorinolaringoiatria) ed esami diagnostici (radiologia ed ecografia) che vanno oltre i 15 e 30 giorni d’attesa, hanno un prezzo salato per l’azienda sanitaria cui tocca rimborsare i cittadini con un “bonus” fisso di 25 euro a testa per disservizio. Per fare fronte alle domande dei pratesi che, nel corso del 2013, potrebbero rivendicare il diritto a un risarcimento perché non sono stati rispettati i tempi di erogazione delle prestazioni in convenzione previsti dagli standard regionali, l’Asl 4 prevede una spesa di mille euro in modo da coprire un ventaglio di 40 richieste di rimborso economico. Una stima calcolata in base ai risarcimenti effettuati nel 2012 per l’inadempienza dell’azienda sanitaria che ha dilatato troppo le liste d’attesa per determinate prestazioni.

Quaranta sono dunque i cittadini rimborsati nel 2012 ma non tutti gli utenti sono al corrente di questa possibilità, poco e niente pubblicizzata sul sito dell’Asl 4 ma prevista da una delibera della Regione (143 del 2006) e recepita da una delibera dell'azienda pratese.

Perché scatti il rimborso, il paziente deve accettare l’appuntamento ovunque questo venga assegnato nel territorio di competenza dell’Asl (conviene rivolgersi all’Urp per avere informazioni sulla procedura da seguire). Altra questione spinosa è quella dei cittadini-utenti che, saltando la visita medica prenotata, diventano in qualche modo responsabili della formazione di lunghe liste d’attesa. Si crea così un debito nei confronti dell’azienda sanitaria sul ticket per la prestazione medica non erogata, non disdetta o disdetta 48 o 24 ore prima della data fissata (si può comunicare la rinuncia sia telefonicamente, per mail o per fax): sono 7.500 i cittadini che nel 2012 non hanno cancellato la prenotazione in tempi utili diventando così morosi, erano 7.000 nel 2011 e 7.170 nel 2010.

Nei loro confronti l’azienda sanitaria è chiamata a battere cassa nel tentativo di recuperare il ticket dovuto, spedendo a casa gli avvisi (con i relativi bollettini) per prestazioni prenotate e non effettuate, ma mai disdette. Ma incassare questi crediti non è così semplice visto che l’Asl deve ancora entrare in possesso di tutti i ticket dovuti nel 2010: il totale recuperato è di 68.328 euro ma all’appello restano 72.808 euro ancora da incassare. E’ andata ancora peggio nel 2011 (riguardo al 2012 non sono disponibili ancora informazioni): a fronte di 7.000 cittadini distratti e assenteisti ai quali l’Asl 4 ha mandato il conto, sono stati incassati 86.568 euro ma il credito residuo ammonta alla bellezza di 128.741 euro. Per queste somme da incassare sono in corso le pratiche di recupero crediti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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