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Prato

Dipendente licenziato dal presidente

Dipendente licenziato dal presidente

Ieri le votazioni per eleggere formalmente Molinari: su 213 votanti un terzo ha consegnato la scheda bianca

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PRATO. Licenziato per crisi aziendale. Daniele Spada, dipendente dell’Unione Commercianti, attivissimo in centro storico e nei rapporti con i palazzi, da un giorno all’altro e solo lui, ha ricevuto il ben servito dal presidente pro tempore Canio Molinari sul quale proprio ieri si sono espressi con il voto i grandi elettori dell’associazione detentori di un pacchetto di 213 voti.

Un fulmine a cielo sereno, per gli associati che del licenziamento nulla sapevano a causa di una decisione presa in piena autonomia da Molinari e che molte perplessità le ha suscitate. «Se proprio si deve parlare del licenziamento - piega Molinari - allora è bene che si sappia che a Spada è stata fatta una controproposta: a fine marzo tornerà qui e se accetterà la formula rientrerà a lavorare con noi». C’è da scommetterci non come dipendente ma come partita Iva.

«Di sicuro una decisione presa in maniera affrettata - è il giudizio del presidente Centro storico dell’Unione Alfredo Massai - L’attività di Spada è stata determinante in questa fase per la programmazione e per la risoluzione di tanti problemi e mi auguro che si possa tornare indietro. E’ stata un anno vissuto pericolosamente, spero che non si faccia peggio».

Aria di bufera - ma non è più una novità - alla Confcommercio pratese che ormai da anni, dal famigerato acquisto voluto dalla gestione Diddi-Nardini della sede in via Roncioni, naviga dal punto di vista economico in brutte acque. La lettera di licenziamento consegnata a Daniele Spada quarantotto ore fa indica come motivazione al licenziamento quella della crisi aziendale. Ma pare strano che lo stipendio dell’ormai ex dipendente possa da solo garantire un alleggerimento sostanziale ai conti di gestione dell’associazione.

Con un po’ di imbarazzo gli associati che qualche parola nei corridoi della sede di via del Ceppo Vecchio l’hanno colta, una fetta di responsabilità la attribuiscono a un’altra complessa vicenda nella quale entra, nella veste di protagonista, l’ex direttore Gianluca Niccolai dimissionato nel giugno scorso e ancora non sostituito. «Posso solo dire - commenta Molinari - che l’ex direttore non si è comportato correttamente». La storia che all’Unione fanno tanta fatica a raccontare parla di contenziosi incrociati, di magistratura civile che dovrà esprimersi tra qualche settimana, di atteggiamenti non cristallini.Intanto, sul risultato delle elezioni di Molinari, il licenziamento di Spada ma probabilmente anche altro, ha influito: su 213 votanti, almeno un terzo ha consegnato nell’urna chieda biaca.

Cristina Orsini

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