Il dolore
Niccolò: «Così mi sento più libero e creativo»
PRATO. Disegnatore di fumetti professionista, sotto la soglia degli under 35 e prestatore d’opera. Niccolò Storai non è un tipico caso di falsa partita Iva. Il lavoro autonomo appartiene al suo dna:...
PRATO. Disegnatore di fumetti professionista, sotto la soglia degli under 35 e prestatore d’opera. Niccolò Storai non è un tipico caso di falsa partita Iva. Il lavoro autonomo appartiene al suo dna: «Una casa editrice di fumetti difficilmente assume un disegnatore - spiega - d’altra parte è anche vero che chi fa un lavoro creativo tende a prediligere la libera professione». Soprattutto se si è un vulcano di idee. «Il disegno mi ha reso noto, ma non mi occupo solo di questo - spiega - ho realizzato scenografie teatrali, illustrazioni e storyboard per il cinema». Ragion per cui alla domanda se preferirebbe un contratto di lavoro da dipendente risponde serenamente di no: «La libera professione mi permette di svolgere diverse attività in ambito creativo e di essere più libero, diverso sarebbe riuscire a instaurare un rapporto continuativo con una cosa editrice, che significherebbe pubblicare un libro o al massimo due l’anno». Che poi, in Italia, per i titolari di partita Iva siano tempi duri, Storai non lo nega. «Ci sono dei costi da sostenere e i pagamenti non sono buoni come all’estero. In Francia un disegnatore di fumetti viene pagato quasi il doppio». (ba.bu.)
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