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Prato

«Ma quale boom... Ai Gigli licenziano»

«Ma quale boom... Ai Gigli licenziano»

Duro attacco della Cgil: «Aperta una procedura per 576 ore di esubero». E Alp chiede uno sciopero generale il 25 aprile

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PRATO. Se da una parte si applaude alle liberalizzazioni del commercio, dall’altra l’aumento dei costi derivanti dall’estensione delle aperture domenicali produce conseguenze che si traducono, nel caso dell’ ipermercato Panorama all’interno della galleria commerciale “I Gigli”, in un’apertura di procedura di mobilità per un numero non ancora definito di lavoratori.

L’azienda ha dichiarato 576 ore di esuberi settimanali equivalenti a 12 contratti full time: nello specifico, dunque, le persone per le quali si è chiesto di avviare l’iter di licenziamento potrebbero essere dodici dipendenti a tempo pieno così come 24 part-time su un totale di 181 iscritti al libro paga.

«E’ in corso una trattativa per chiedere l’utilizzo degli ammortizzatori sociali– dichiara Elisa Luppino, di Filcams Cgil area metropolitana – La procedura di mobilità è stata aperta lo scorso 1° febbraio, per cui c’è tempo fino al 17 marzo per definire la questione in sede sindacale dopodiché la trattativa si sposterà in Provincia». Secondo la sindacalista, per lo meno nell’immediato, gli esuberi dichiarati non si trasformeranno in licenziamenti effettivi. «E’ certo che le domeniche non hanno prodotto assunzioni» sostiene la sindacalista.

L’apertura delle procedure di licenziamenti collettivi a Panorama stride con la lettura dei dati sull’andamento del 2012 da parte del direttore dei Gigli, secondo cui le aperture domenicali e festive avrebbero prodotto un aumento dei consumi e dell’occupazione. L’interpretazione che è stata data dai vertici del centro commerciale è stata immediatamente contestata dai sindacati. «Le aperture domenicali e festive non determinano un aumento dei consumi - spiega Elisa Luppino - ma li spostano sulla domenica e festivi a svantaggio degli altri giorni della settimana, in una fase più generale di compressione del potere acquisto delle famiglie. Lavorare la domenica e i festivi, inoltre, peggiora le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici che più difficilmente conciliano tempi di vita e di lavoro, in un comparto dove la presenza femminile è in maggioranza. Tra l’altro ai Gigli le aperture non garantiscono neanche l’occupazione, basti pensare alla chiusura di Fnac e all’apertura della procedura di licenziamenti collettivi a Panorama». Anche l’assemblea “Libertà è partecipazione” che in passato si è mobilitata organizzando sit-in e manifestazioni di protesta a sostegno di quei lavoratori del commercio che si riconoscono nel gruppo “Domenica no grazie” ha pesantemente criticato le parole del direttore del centro commerciale. «Un’autentica vergogna» ha dichiarato il portavoce di Alp, Diego Blasi, in merito al decreto sulle liberalizzazioni degli orari commerciali, che dal punto di vista del direttore avrebbero «portato ossigeno alla vita del centro e salvato i bilanci dei punti vendita». «Non la pensano sicuramente così le centinaia di famiglie che nella crisi stanno affogando, i lavoratori della catena Fnac e i lavoratori di Panorama. Se i dati sono quelli vogliamo assunzioni, altrimenti chiediamo alla Cgil e alle confederazioni sindacali uno sciopero generale dei lavoratori del commercio per il 25 aprile, data in cui i Gigli rimarranno aperti».

Barbara Burzi

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