Il dolore
Daniela: «Una scelta obbligata e con poche tutele»
PRATO. «La partita Iva non è una cosa scandalosa, semmai bisogna chiedersi come fare per garantire il lavoratore». Daniela Bagattini, ricercatrice di 35 anni, svolge la propria attività con contratti...
PRATO. «La partita Iva non è una cosa scandalosa, semmai bisogna chiedersi come fare per garantire il lavoratore». Daniela Bagattini, ricercatrice di 35 anni, svolge la propria attività con contratti a progetto e rapporti di lavoro autonomo. «Ho aperto la partita Iva in seguito all’attribuzione di un incarico per ricercatore per un ente del ministero della pubblica istruzione - spiega - il bando era finalizzato alla stipula di contratti di lavoro autonomo, per cui ne ero consapevole quando ho scelto di parteciparvi». In una società in cui il posto fisso diventa sempre di più un miraggio, la questione centrale diventa un’altra. «Stiamo parlando di lavoratori che non necessariamente saranno assunti - dice - nel frattempo, però, dei diritti di queste persone nessuno si fa carico». Daniela si chiede: «Perché finora i liberi professionisti iscritti alla gestione separata, a fronte degli stessi contributi versati dai cocopro, non avevano diritto ai congedi a parentali? Di fatto non è cosi, solo che l’Inps non lo sa. Quando faccio il calcolo dell’Isee mi trovo a dover pagare una quota molto alta per la mensa di mia figlia perché versiamo alla gestione separata contributi più alti dei lavoratori dipendenti». (ba.bu.)
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