Il Tirreno

Prato

Commercianti e residenti: no all’Apu

di Alessandra Agrati
Commercianti e residenti: no all’Apu

Il timore che la limitazione degli accessi finisca col rendere anche via Tintori e via Verdi strade abbandonate al degrado

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PRATO. Pollice verso per la zona Apu; commercianti e residenti bocciano l'iniziativa del comune perché convinti che sia solo d'aiuto al proliferare del “narcotraffico controllato”. Più volte via Pier Cironi, il Canto alle tre Gore e piazza Lippi sono state definite il triangolo dello spaccio, ma ora che molte meno persone arriveranno in centro si teme una situazione di degrado totale. « L'iniziativa – spiega Patrizia Ferraboschi del Pastificio Ferraboschi – di fatto favorisce l'isolamento di una zona al alto rischio. Abbiamo sperimentato che l'equazione meno persone uguale a più degrado è assolutamente vera. La rivoluzione del traffico di questi giorni l'ha ampiamente dimostrato». Non è quindi una questione economica, ma piuttosto di riqualificazione di una zona della città. «Abbiamo anche idee che possiamo realizzare in collaborazione con l'amministrazione – spiega Ferraboschi – abbiamo pensato ad esempio ad un progetto per accogliere chi arriva dal canto alle Tre Gore». E ancora sono state raccolte 865 firme per il ripristino della Lam Verde, sottoscrizione firmata non solo dai residenti ma anche dai clienti dei negozianti della nuova Apu. «Chiediamo soltanto di non cambiare niente – spiega Riccardo Taiti che gestisce il banco dell' ortofrutta in piazza Lippi – nel 2000 quando sono arrivato qui avevo 6 clienti al giorno, oggi nonostante la crisi la gente prende il numero, mi sono impegnato ho dato fiducia ad un progetto dell' amministrazione e ora vogliono levarmi anche questa possibilità».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Paola Pratesi titolare del banco di vestiti. «La nostra presenza è un disincentivo alla criminalità fino a quando ci siamo noi questa zona è viva e certi traffici, i bagni pubblici sono un concentrato di siringhe, non avvengono». Eppure in queste zone la criminalità non ha paura di nulla, nonostante le telecamere e le ronde tutto avviene alla luce del sole. «Vivo in via Pier Cironi – spiega Michela - e condivido la battaglia dei commercianti, ormai non mi sento più libera di muovermi nella mia strada. In sei anni che abito qui la situazione è notevolmente peggiorata». Tanto peggiorata che il titolare della Mia Macelleria minaccia di abbandonare la sede storica del negozio. « Questa è l'ultima battaglia che faccio – spiega Domenico Salerno – non abbiamo nessun interlocutore; Cap e Comune ci palleggiano da una parte all'altra. Abbiamo consegnato la petizione ma non è servito a niente, ora vogliamo arrivare al consiglio comunale». Anche in via Verdi la scelta fatta da Caverni non piace. «Siamo una mosca bianca – spiega Alessio della merceria Fratelli Guarducci – siamo sopravvissuti a tutte le crisi, qui ci siamo solo noi, ma l'Apu mette in forse il nostro futuro, la zona potrebbe diventare ad alto rischio criminalità, già ora al momento della chiusura bisogna essere almeno in due, figuriamoci quando da questa strada non passerà più nessuno». Eppure qualche tentativo era stato fatto per rivitalizzare la zona; il presidio dell'Asl, le fermate della Lam, iniziative che avevano portato più persone in centro. «I servizi pubblici – spiega Francesca Bonaiuti- sono fondamentali per questa zona, sono anche favorevole alla pedonalizzazione di piazza delleCarceri, ma non all' Apu». Anche un negozio storico come Paoletti teme un peggioramento della situazione: «Ogni volta che cambiano la viabilità – spiega Chiara Paoletti - riscontriamo un peggioramento. Per noi il parcheggio in piazza delle Carceri era importantissimo, come del resto il passaggio da via Mazzini verso la chiesa, con quel senso di marcia il nostro negozio era molto più visibile».

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