Finanza
Primarie: Biffoni sfonda, seconda Santi
L’entusiasmo dei “renziani”. La segretaria Bugetti: «Ha vinto il rinnovamento, superata la competizione tra schieramenti»
PRATO. Prima una “ola” lunga e forte e poi “Biffa, Biffa, Biffa, Biffa”. E’ l’incoronazione spontanea ed entusiastica di una vittoria. Quella di Matteo Biffoni, 38 anni, avvocato, consigliere comunale, renziano di ferro, che le “parlamentarie” Pd ha stravinto. E i suoi supporter, numerosi, in federazione alla fine esplodono: «Abbiamo espugnato la fortezza». Perché sarà lui ad occupare la sicura sedicesima casella del listone regionale per le politiche di febbraio e ad entrare per la prima volta alla Camera. E’ la terza volta in un mese che il rinnovamento a Prato sfonda e l’ariete è la “rottamazione” o meglio la declinazione pratese, più cauta, meno gridata, della voglia di cambiamento. Ovvio, dall’apparato.
Ma siccome seconda si è posizionata con un’ottima performance Ilaria Santi, insegnante, anche lei in consiglio comunale ma con una propensione per il “bersanismo” che, come nelle previsioni è stata, tra le donne, la più votata, è stata la segretaria Ilaria Bugetti a commentare «che è stato il rinnovamento a vincere in questa tornata perché entrambi i primi classificati sono tra i 30 e i 40 anni e che il confronto tra renziani e bersaniani ora è definitivamente superato». Sarà.
Numeri espliciti, anche quelli sull’affluenza che alla fine è stata ancora più bassa delle aspettative: nei 47 seggi nei quali ha lavorato un esercito di circa 300 volontari, si sono recati 6.154 cittadini, un quarto rispetto al 25 novembre. E’ stato Biffoni a fare il pieno: 2643 voti totali ( 25,10%), circa 300 in più di Ilaria Santi, che si è fermata a 2.388 e che andrà ad occupare la 35esima postazione del listone. Correrà per le politiche quindi ma con scarse possibilità di ingresso (furono 29 i parlamentari tra deputati e senatori eletti nel 2008). «Ora rimbocchiamoci maniche - ha detto - per vincere bene le prossime scommesse. Vogliamo riprenderci la città con forze e persone nuove che possano dare una mano a questo partito». Terza, inaspettatamente, un’altra donna: la commercialista Silvia Bocci, entra all’ultimo tuffo che però ha realizzato il risultato. Ha totalizzato 1681 voti (il top a Vernio con 70 preferenze battendo tutti gli altri concorrenti), grazie anche probabilmente all’effetto trascinante di Biffoni. Quarto Andrea Lulli, il deputato uscente con 1365 voti, quinti l’avvocato Alberto Rocca (1060) che non ha ottenuto il successo sperato: «Ho fatto una battaglia di idee - ha commentato - ma che evidentemente non erano ancora mature». Infine gli ultimi due competitor: Luisa Peris (935) e Nicola Oliva che si è fermato a quota 456.
Un dato tra tutti: sommando i voti di Lulli e Rocca, i due concorrenti giudicati più vicini all’establishment, non si raggiunge la quota di Biffoni: «Segno che - ragiona qualcuno - i “bersaniani non avrebbero vinto comunque». Ma segno anche - è il giudizio - che nella vittoria di Biffoni questa volta il centrodestra non c’entra.
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