Toscana
Oliva: «Andiamo avanti per costruire un futuro di benessere»
Per il consigliere del Pd (456 voti) è stato un ottimo risultato «senza il sostegno degli organi di partito»
Archiviate le primarie del Pd è tempo di ringraziamenti per i candidati. Nicola Oliva, 456 voti contro i 2643 del primo Matteo Biffoni, non è rammaricato ma anzi si dice consapevole « delle difficoltà di candidarmi senza il sostegno degli organi del partito, e soprattutto con così poco tempo a disposizione».
«Non ho corso - sostiene - legandomi ad una corrente o qualche struttura interna. Piuttosto ho voluto lanciare un segnale per i cittadini e anche per il nostro partito qui a Prato, che spero potrà influenzare la discussione politica nel prossimo periodo: la politica non può concentrarsi su se stessa, non può accontentarsi. Dobbiamo lavorare sui contenuti davvero importanti per la gente: il lavoro, il credito, gli effetti devastanti della crisi e dell'austerità imposta dai mercati finanziari intenti a salvare soltanto se stessi».
«Forse qualcuno si è infastidito di fronte a questo mio atteggiamento, alla mia posizione a volte anche aggressiva e critica. Ma lo faccio perché sono convinto che non possiamo permetterci di essere subalterni ai dettami del neoliberismo; non possiamo accontentarci di litigare sulle questioni secondarie quando è in forse il futuro nostro e dei nostri figli.Dalla risposta entusiasta che ho visto negli incontri pubblici e privati, e dai voti che ho ricevuto anche senza l'appoggio istituzionale, mi sento ancora più forte nell'andare avanti con questa battaglia».
«E quindi da oggi invito tutti nel Pd a dimostrare la volontà di costruire un futuro di ripresa e di benessere, senza paura delle reazioni di palazzo o di chi guarda solo agli interessi del mondo della finanza. Considero fondamentale il tema della separazione delle banche ordinarie da quelle speculative per garantire il credito per le famiglie e per le imprese. Spero che una volta eletti in Parlamento, cari Matteo e Ilaria, porterete avanti questa battaglia che si sta allargando velocemente; dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, dalla Francia alla Svizzera, il vento sta cambiando e sarebbe davvero un peccato essere timidi su un punto così importante. Anche se difficile, gli eventi dobbiamo tentare di guidarli, non seguirli. I risultati arriveranno.Facciamo che da Prato parta un segnale di ottimismo per il futuro».
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