Il Tirreno

Prato

Paesani sotto choc «Era uno di noi»

di Beatrice Faragli
Paesani sotto choc «Era uno di noi»

Tanti parrocchiani sono rimasti a lungo nella piazzetta «Avremmo dovuto fare molto di più per aiutarlo»

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QUARRATA. «Avremmo potuto fare molto di più. Ci sentiamo in colpa per non averlo protetto, sapevamo che da qualche tempo non era più il don Mario di prima. Da quando era morta sua zia era cambiato, lo vedevamo nervoso. Ma lui non si confidava con noi, e noi non siamo stati capaci di chiedergli niente».

Sono passate solo alcune ore da quando il corpo di don Mario Del Becaro, 63 anni, parroco di Tizzana, è stato trovato nella canonica adiacente alla chiesa del piccolo paesino.

A parlare sono alcuni parrocchiani, che ieri mattina, appresa la tragica notizia, si sono riuniti poco prima dell'ultimo tornante che porta alla piazzetta del paese ancora increduli. «Lui – raccontano – era molto generoso. Tutti i soldi che raccoglieva tra noi cittadini, li restituiva a chi ne aveva bisogno, soprattutto a rumeni e marocchini. Venivano a bussare alla sua porta di continuo e lui non si tirava mai indietro. Erano somme che arrivavano dalle attività parrocchiali, come i mercatini, oppure direttamente dai cittadini attraverso le offerte. Tutto ciò che veniva donato alla chiesa di Tizzana, arrivava nelle mani dei più bisognosi».

Tra il gruppetto di fedeli una donna non si dà pace. «Dovevamo comprenderlo, aiutarlo – dice – Non l'abbiamo protetto abbastanza, né noi che gli siamo stati vicini per quasi trent'anni, né la diocesi, che sapeva del clima poco tranquillo che si respirava qui in parrocchia. Ultimamente le cose non andavano bene, tant'è che più volte avevamo detto ai carabinieri di sorvegliare la zona, come infatti stavano facendo già da diverse settimane. La volante passa da qui almeno due volte a sera. Io stessa negli ultimi mesi ho subito tre furti e anche don Mario sembrava non avere più pace. Mi hanno telefonato stamani (ieri, ndr) alcuni vicini per dirmi che l'avevano ammazzato. Non ci potevo credere, sono venuta subito qui. Ero al lavoro ma per me è stato impossibile restare al mio posto. Sono dovuta correre qua. E' qualcosa di incredibile, ancora non ci credo».

Dal primo mattino di ieri molti altri residenti di Tizzana e Catena si sono affacciati alla piazzetta della chiesa. La tragica notizia ha fatto il giro della città in pochissimo tempo, attraverso un passaparola che ha invaso le vie quarratine. C'è chi ha chiamato il vicino di casa, chi i parenti, chi gli amici. «È morto il prete" mi ha detto mia mamma. Quanto m'è dispiaciuto – dice Elisa, di Catena – io ho 26 anni e con don Mario ho fatto comunione e cresima. Era uno che le cose te le diceva in faccia, una persona schietta e un simpaticone. Tutte le volte che lo incontravo in giro aveva una battuta per me, mi faceva sempre ridere».

«Era critico e mai ipocrita – continua un'altra signora – Ai genitori che venivano a battezzare i propri figli diceva sempre "se dovete portare i bambini in chiesa una volta e basta, non ce li portate nemmeno". Cercava di spronarli, di fargli capire il valore della vita in parrocchia».

Anche la consigliere comunale Idv Anna Ciervo, che abita alla Costaglia, si è affacciata nella piccola piazza paesana ieri mattina. «Ero in Comune quando mi hanno detto di don Mario. Non ci potevo credere. Ha battezzato i miei figli. L'ho incontrato una settimana fa e gli ho detto quand'è che si sarebbe trasferito a Catena, dove negli ultimi anni era riuscito ad ampliare la parrocchia, realizzando alcuni locali per i bambini e per le attività di aggregazione. Lui però era sempre voluto rimanere qui, a Tizzana. Di là (a Catena, ndr), mi ha detto, mi sento troppo isolato, qui invece sono in piazza, tra la gente». «Ti lamenti sempre, gli ho detto io. "Lo sai che sono un brontolone" mi ha risposto. Aveva sempre una vena polemica, ma faceva critica costruttiva. Sollecitava noi tutti a non restare adagiati nelle nostre abitudini ma a svegliarci, ad essere attivi. Ha sempre chiesto più attenzione per Tizzana. Avevamo festeggiato i suoi primi 25 in San Bartolomeo appena due anni fa, era uno di famiglia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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