Il dolore
Un presidio “intermedio” per chi lascia l’ospedale
Dimissioni veloci, ricoveri solo per malattie acute e assistenza domiciliare La rivoluzione della sanità è alle porte: preoccupati i medici di famiglia
PRATO. Con il nuovo ospedale non cambieranno solo stanze e numero di posti disponibili ma anche la filosofia che porterà al ricovero.La nuova struttura sarà infatti dedicata alle malattie acute. E tutti gli altri?
Si dice da tempo che dovrà essere potenziata l’assistenza domiciliare e creati percorsi che aiuteranno i pazienti in caso di patologie senza ricovero e dopo le dimissioni dall’ospedale. Un percorso che a pochi mesi dall’inaugurazione (confermata) del nuovo ospedale per settembre.
Cure intermedie. Ventiquattro posti letto per quei pazienti che saranno dimessi dall’ospedale (dal nuovo ospedale) ma che hanno ancora bisogno di assistenza e non possono farlo a casa propria. Si tratta di un edificio di cure intermedie che verrà realizzato nella palazzina di malattie infettive nell’attuale edificio del Misericordia e Dolce. «Sarà - spiega Riccardo Poli, responsabile della zona-distretto dell'Azienda sanitaria e nel contempo è direttore della Società della salute dell'area pratese - un luogo in cui saranno ospitati per un massimo di 15-20 giorni quei pazienti che hanno bisogno di un tempo di riabilitazione superiore alla degenza ospedaliera e che hanno difficoltà perché soli o perché impossibilitati, anche per motivi sociali, a farlo a casa. Anziani in particolar modo ma non solo».
Ovviamente questa, come un casa della salute prevista a Vaiano (8 posti in residenza sociale assistita, 12 posti di cure intermedie e 10 di diurno per anziani) è solo una delle soluzioni individuate a cui vanno abbinati seri percorsi di assistenza domiciliare e servizi di supporto per i medici di famiglia su cui ricadrà una bella fetta di lavoro con i pazienti con patologie gravi ma non acute.
Assistenza domiciliare. «Per l’assistenza domiciliare - conferma Poli - abbiamo intenzione di creare una centrale unica con tutti gli infermieri in servizio, anche nei distretti. Trecento infermieri che si occuperanno, come già fanno ora, di assistenza domiciliare, prelievi, ambulatori infermieristici ma con una gestione unificata».
In più per rispondere alle esigenze del territorio l’Asl ha previsto di aumentare le convenzioni per l’assistenza ai malati oncologici e per le cure palliative aumentando il numero di associazioni coinvolte.
Medici di famiglia. E’ su loro che ricadranno molti dei disagi e delle difficoltà. E sono i primi ad essere preoccupati. «E’ necessario - sottolinea Francesco Sarubbi, segretario provinciale della Federazione dei medici di medicina generale - che ai cambiamenti che si avranno si diano risposte non a parole ma con fatti concreti. Chi verrà respinto dall’ospedale dove andrà? In caso di colica di reni, ad esempio, come faremo a garantire analisi e esami in tempi rapidissimi?» (ile.r.)
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