Sicurezza
Primarie del Pd: un confronto all’insegna del fair play
Tempi contingentati e tanti slogan per i sette aspiranti candidati alle politiche davanti a oltre 400 persone al Politeama
E’ stato un confronto all’insegna del fair play, e forse non poteva essere altrimenti viste le regole, quello che si è appena concluso al Politeama Pratese tra i sette aspiranti del Partito democratico alla candidatura nelle liste per le prossime elezioni politiche. Un confronto tutto giocato in punta di fioretto con pochi colpi di sciabola, tanto che si rivelerà difficile dire chi ha vinto e chi ha perso. Davanti a più di 400 persone si sono dati battaglia Andrea Lulli, Nicola Oliva, Silvia Bocci, Alberto Rocca, Ilaria Santi, Luisa Peris e Matteo Biffoni, moderati da Daniele Magrini, direttore di Toscana Tv.
I tempi contingentati (un minuto e mezzo a intervento) e il numero degli aspiranti candidati hanno fatto sì che più che analisi si siano ascoltati slogan (che ritrovate nell’elenco della diretta Twitter qui sotto). I più decisi sul palco del Politeama sono apparsi Alberto Rocca, Nicola Oliva e Matteo Biffoni. Più pacato Lulli, che ha rivendicato l’esperienza di parlamentare e si è voluto smarcare dalla casta («non siamo tutti uguali»), mentre Ilaria Santi e Silvia Bocci hanno rivendicato la provenienza dalla società civile. Luisa Peris non si è nascosta dietro a un dito e ha spiegato di essere sul palco perché il partito glielo ha chiesto («c’era bisogno di una donna»).
Combattivo Oliva, si è detto, soprattutto nei confronti di Andrea Lulli, ironico in stile Renzi Biffoni («sono uno dei migliori pizzaioli della festa...»), concreto Rocca («ridurre i parlamentari a 500, defiscalizzare il lavoro under 30, facilitare il lavoro a domicilio per le donne, puntare sul microcredito»). Raramente i sette protagonisti sono stati interrotti dagli applausi del pubblico. Sulla questione della sicurezza si sono trovati quasi tutti d’accordo nel criticare i risultati della giunta di centrodestra e in particolare dello “sceriffo” Aldo Milone. Sul rischio di smantellamento degli uffici periferici il più diretto è stato Biffoni («se li smantellano si fa un macello»). Da Luisa Peris è arrivata una critica agli industriali, accusati di mancanza di energia. Ha evocato senza citarlo Edoardo Nesi e la decisione della sua famiglia di vendere l’azienda. Lulli invece ha rivendicato il suo operato in difesa del “made in”.
Un sussulto solo nel finale, quando Magrini ha proposto il gioco della torre: chi buttare giù tra Monti, Bersani, Vendola o Renzi. «Vi stupirò - ha detto Andrea Lulli - Salvo Monti con Bersani, perché se fossero alla guida di due schieramenti alternativi questo paese potrebbe stare tranquillo».
Al termine la segretaria della Federazione, Ilaria Bugetti, grande assente in queste primarie, si è detta orgogliosa del suo partito, ha fatto firmare ai sette la dichiarazione d’intenti e ha fatto un appello agli elettori di Sel a non votare alle primarie del Pd, e viceversa. Appello concordato, ha detto, con la segretaria di Sel. Si vota domenica dalle 8 alle 21 e la partita è ancora molto aperta.
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