La protesta
Otto festività con chiusura garantita
Anche il Centro I Gigli ha aderito all’accordo col Comune di Campi Bisenzio. A Prato ancora nessuna decisione
PRATO. Da Campi Bisenzio uno stop alla deregulation del commercio: in barba alla legge che sancisce la libertà di apertura di negozi e supermercati 365 giorni l’anno, con orari a proprio piacere, arriva da oltre Bisenzio un regolamento comunale che spiana la strada ai pratesi. Con la regia del Comune di Campi, associazioni di categoria (Confesercenti, Confcommercio, Cna ), Cgil, consorzio degli operatori del centro commerciale I Gigli e La Lega delle cooperative, hanno sottoscritto un accordo in base al quale le parti sono impegnate a far tenere chiusi gli esercizi commerciali ai loro aderenti nei giorni stabiliti.
Otto le date del calendario 2013 in cui gli esercizi commerciali rimarranno chiusi: Capodanno, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 Aprile, Primo Maggio, Ferragosto e Natale e S. Stefano. Come una scintilla, la notizia di ieri mattina ha ravvivato in città una miccia che non si era mai spenta. Se ci saranno i presupposti affinché anche a Prato si possa raggiungere un accordo tra le parti si vedrà, è certo che c’è già chi è pronto a rimettersi intorno a un tavolo e riprendere la discussione. «Quello che è stato fatto a Campi Bisenzio non cambierà, di fatto, la vita a chi lavora nel commercio, ma è senz’altro un segnale importante di rispetto nei confronti dei lavoratori e degli operatori del settore – dichiara Daniele Spada di Confcommercio Prato – per quanto ci riguarda abbiamo tutto l’interesse a trovare un accordo in questo senso, penso che qualche margine di trattativa sulle festività ci sia, anche se, dalle sensazioni che ho avuto nell’ultimo incontro di qualche mese fa, sono un po’ scettico riguardo alla possibilità di riuscire a individuare otto date in calendario. Da gennaio riprenderemo in mano la discussione e non è escluso che sia proprio la nostra associazione a stimolare l’assessore Caverni a convocare un tavolo di concertazione». Dopo che la sentenza della Corte costituzionale 299/2012 ha definitivamente respinto il ricorso della Regione Toscana e di altre sette Regioni sulle liberalizzazioni, le proteste sono sfociate in una petizione popolare di cui Confesercenti si fa promotrice a livello nazionale. Si tratta della campagna “Libera la domenica” per la raccolta firme necessarie ad una proposta di legge di iniziativa popolare che obblighi negozi e centri commerciali a rispettare le chiusure domenicali. L’obiettivo è quello di cambiare la normativa vigente sulle aperture e ripristinare competenze in materia alle Regioni. «Alla vigilia di questa iniziativa che sarà presentata a Prato subito dopo le feste – commenta Aldo Lorenzi, direttore di Confesercenti Prato – non ci sono ancora i presupposti per approvare sul territorio un regolamento come quello di Campi, benché si tratti, pur rimanendo esclusa una buona parte della grande distribuzione, di una segnale importante e positivo. Tuttavia, come Confesercenti restiamo a disposizione per un eventuale confronto futuro». Da parte sua, però, l’assessore comunale al Commercio, Roberto Caverni, non intende fare il primo passo. «Prima dell’entrata in vigore del provvedimento, siamo stati noi i primi a tentare di trovare un accordo tra le parti sostenendo che se volevamo regolamentare le aperture l’unica strada percorribile era quella di stringere un patto tra gentiluomini – dice Caverni – ma l’invito è caduto nel vuoto trovando la resistenza di Federdistribuzione, associazione di categoria della grande distribuzione organizzata, che in quel momento non era d’accordo a prendersi alcun impegno preferendo attendere gli sviluppi». «Con la crisi dei consumi che c’è stata e l’aumento dei costi sostenuti per garantire le aperture, stavolta c’è anche da aspettarsi maggiore disponibilità da parte loro…», fa notare Spada di Confcommercio con un tono possibilista. Comunque sia, «se c’è qualche categoria interessata a convocare un altro incontro tra le parti per prendere in considerazione un accordo, lo faccia – conclude Caverni – per quanto mi riguarda, sono pronto a discuterne».
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