Finanza
Esito elettorale legato alla variabile affluenza
Secondo le stime alle urne si recheranno 7-8mila votanti. Sette i candidati ai nastri di partenza, ecco la mappa di chi li potrebbe sostenere
PRATO. Sette candidati al nastro di partenza. E per tutti e sette l’esito elettorale è legato a una variabile: a quante persone andranno a votare.
Le stime della direzione regionale non sono rassicuranti: rispetto all’esercito di votanti delle primarie Renzi-Bersani una competizione che ha portato nelle urne circa 400mila elettori toscani, per la tornata di domenica la sforbiciata potrebbe essere dei due terzi: centomila a livello Toscano, sette-ottomila a Prato che raggiunse i vertici della partecipazione con 24mila persone in fila ai seggi. Se le previsioni saranno rispettate, allora tutto potrà accadere, i candidati correranno, più o meno, con le stessa chance di vittoria.
Tre donne (Ilaria Santi, Luisa Peris, Silvia Bocci) e quattro uomini (Matteo Biffoni, Alberto Rocca, Andrea Lulli, Nicola Oliva) uno squadrone di candidati che rischiano, per le contrapposizioni reciproche, di indebolirsi a vicenda cercando consensi che “pescano”, per forza di cose, dallo stesso lago e che si contendendo a suon di confronti pubblici e tanto web, un unico posto in Parlamento, alla Camera. Di certo, ognuno, con le proprie specificità.
Nel gioco del chi sostiene chi, è l’avvocato Alberto Rocca probabilmente il più trasversale:spinto a scendere in pista da una parte dell’establishment (l’ex segretario Bruno Ferranti e il consigliere regionale Fabrizio Mattei con la partecipazione attiva di Luciano Bartolotti) ha allargato il consenso a una parte della Cgil (la funzione pubblica di Giovanni Iorio), al suo bacino naturale: avvocati e liberi professionisti per poi attingere al proprio vasto bagaglio di conoscenza sul territorio (ex vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio, tra l’altro) spesso sganciate dal mondo della politica.
La caratteristica di Matteo Biffoni, invece, unico candidato di rito “renziano” tra i sette , è quella di ricevere il sostegno indiscusso dei fedeli rottamatori pratesi giovani e meno giovani (Giuseppe Esposito, per esempio, e ultima quella del comitato a guida Roberto Pagliocca, braccio destro Mauro Vannoni, che raccoglie oltre trecento iscritti tutti pronti a scrivere con convinzione il nome di Biffoni sulla scheda elettorale) ma di aver ricevuto endorsements anche da parte bersaniana. E non pochi: oltre a presidenti di circolo, al decano Mario Dini, il sostegno al più giovane dei candidati in campo è venuto anche dal presidente Arci Andrea Barni. Che più esplicito non potrebbe essere: «Voglio parlare del futuro che la mia generazione deve costruire per il nostro Paese e per la nostra città - spiega Barni in una nota -Ho, dunque, deciso di sostenere la candidatura di Biffoni alle primarie per scegliere i parlamentari del Pd per quegli stessi motivi, per i quali ho sostenuto Bersani alle primarie del 25 novembre: cioè votare il miglior candidato, il più capace, quello in grado di soddisfare, al tempo stesso, la richiesta di qualità politica e quella esigenza di profondo rinnovamento, che io, come tanti altri elettori di centrosinistra, pretendo dal partito».
Parlamentare uscente (con 12 anni di Camera alle spalle) Andrea Lulli è forse il candidato che tra tutti ha ricevuto il trattamento peggiore dal cosiddetto apparato che forse non espressamente “contro” di lui ma certo non per fargli un favore, ha spostato l’attenzione prima su Rocca poi sull’ex segretario generale Cgil Manuele Marigolli, spinto dal sindacato provinciale, che vista la malaparata ha votato le spalle alla competizione. E oggi però sostiene la candidatura del parlamentare. «E’ l’unico - spiega - che ha una competenza vera sui temi che a noi stanno a cuore e cioè quelli del lavoro». Ineccepibile, secondo Marigolli, l’attività parlamentare di Lulli: «Che è continuata - dice - fino all’ultimo giorno con la presentazione in commissione di una proposta di legge che riequilibra la liberalizzazione degli orari dei negozi e che a noi sta molto a cuore». Si tratta di un provvedimento che rimette in capo ai Comuni i piani del commercio e affida alle parti, sindacati e associazioni di categoria, la concertazione sulle aperture nei giorni festivi.
Stessa opinione per il presidente Cna Anselmo Potenza: «Nulla da dire sull’attività parlamentare di Lulli - è il suo giudizio - dallo Statuto dell imprese, al decreto Sviluppo Italia che contiene aggiustamenti sui versamenti Iva, alle leggi sull’efficientamento energetico. Sono convinto - conclude Potenza - che sia l’unico con le credenziali per il Parlamento». Endorsement per Lulli anche da consigliere Dino Minervino di Prato Ovest. Chi sostiene Nicola Oliva, consigliere comunale impegnato sui temi dell’economia e delle banche? Certamente una buona fetta del suo quartiere San Paolo-Borgonuovo e un nutrito giro di conoscenze sul territorio slegato dalla politica. E veniamo al tris di donne. Ilaria Santi nel borsino è data per favorita: ha l’appoggio di una parte delle segreteria, della sua famiglia (padre ex senatore Dc), attinge dal bacino di Sel e dal mondo variegato dell’associazionismo e del terzo settore. E’ un insegnate ed ha dalla sua quella di essere giovane anche politicamente: la sua carriera è iniziata nel 2009 in consiglio comunale. Candidature di contrasto alla Santi quella di Luisa Peris, presidente della circoscrizione Sud, radica nel mondo Arci, pure lei e con un passato nel mondo del volontariato, sia quella della commercialista Silvia Bocci. Che è tra le new entry: candidatura caldeggiata da una parte del partito, quella più legata all’ex Margherita, gradita anche dall’latra parte, ma non scelta da Antonello Giacomelli. Che conferma la liena: «Io con Bocci non c’entro nulla». E su Facebook ironizza su paternità attribuite: «Mater sempre certa est, pater numquam» lancia nel web.
Cristina Orsini
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