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Peris: lavoro e agricoltura perché Prato sia al centro

Peris: lavoro e agricoltura perché Prato sia al centro

La presidente della Circoscrizione propone il taglio dei costi della politica: «Restituirò parte di quello che riceverò per finanziare progetti del terzo settore»

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PRATO. E’ la seconda donna entrata in pista a corsa iniziata. Luisa Peris, presidente della Circoscrizione centro, insegnante, un passato nel volontariato e nell’associazionismo matrice Arci, politico di rango, non ha raccolto firme. E’ entrata di prepotenza nella gara - sfruttando la possibilità che il regolamento dava - solo nelle direzione Pd di domenica scorsa. Quasi spinta. Perché? «Per allargare il confronto tra le donne» dice Peris. Che però rappresenta anche la risposta di quel nutrito gruppo di stretto rito bersaniano che fa capo, quasi tutto, all’establishment, a una candidatura che fa paura, quella di Ilaria Santi. Fuoco di sbarramento incrociato: da un lato Peris, dall’altro Bocci.

Anche lei ufficializza in via Carraia la sua scesa in campo.Senza pubblico. Solo con un pacchetto di fogli di quaderno davanti, scritti grossi. «Avrei voluto guardarli senza occhiali - scherza - ma tanto non ci riesco». Le bordate ricevute da Santi pochi giorni or sono ancora bruciano, ma Peris sceglie la delicatezza: «Attacchi non opportuni - ammette - perché semmai sono io che partendo dopo, sono svantaggiata. Ma sono più anziana e a Ilaria voglio bene e quindi cerco di mantenere la calma. Certo - aggiunge - mi sarebbe piaciuto che la coordinatrice delle donne del Pd Elisa Valdambrini riunisse tutte le candidate, io, Ilaria, Silvia Bocci, per dare un segnale di unità, di novità, perché il modo di fare politica delle donne ha un altro passo, e sottolinearne il valore aggiunto. Non è stato così ma il tempo è poco».

Parla di contenuti Peris e su un triplice binario: costi della politica di sicuro da diminuire. «In questi anni - dice - abbiamo assistito a tentativi spesso demagogici, come l’eliminazione delle circoscrizioni che hanno il solo risultato di privare il cittadino del dialogo diretto con le istituzioni. E’ necessario tagliare le spese non la democrazia». Per questo Peris promette che «se in Parlamento entrerò una parte di ciò che mi verrà dato lo restituirò per finanziare progetti del terzo settore sul territorio». Territorio che ha bisogno, soprattutto, di lavoro. Ed è il secondo punto programmatico di Peris: «Con le buone leggi bisogna sostenere le imprese sane che offrono posti di lavoro, ma altrettanto - continua - bisogna contrastare e la sottoccupazione autorizzata degli stage nei quali i ragazzi vengono sfruttati e lavorano per un euro l’ora». Urgente anche, per il presidente della Sud, creare nuova occupazione. Ed è il terzo punto del programma. «Una strada aperta - sottolinea - è quella dell’agricoltura. Noi a Prato abbiamo terreni liberi, bisogna tutelarli e metterli a disposizione di chi vuole fare un agricoltura moderna, d’eccellenza e sensibile al rispetto dell’ambiente». Manifatturiero tessile da proteggere da un lato, spinta alla diversificazione dall’altro. «Perché Prato - conclude Peris- deve tornare al centro».

Cristina Orsini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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