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I precari pubblici avranno una proroga di sei mesi

I precari pubblici avranno una proroga di sei mesi

PRATO. Un sospiro di sollievo per tutti i lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni con contratti a termine al 31 dicembre. La legge di stabilità ha infatti concesso una proroga di sei mesi...

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PRATO. Un sospiro di sollievo per tutti i lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni con contratti a termine al 31 dicembre. La legge di stabilità ha infatti concesso una proroga di sei mesi per il rinnovo dei rapporti di lavoro a tempo determinato per quanti hanno maturato 36 mesi di servizio al 30 novembre scorso. Insomma è una piccola boccata di ossigeno che consentirà a migliaia di lavoratori del pubblico impiego, presenti in tutta Italia, di poter svolgere la propria attività in maniera continuativa fino a luglio, senza ritrovarsi a casa con l’inizio del nuovo anno.

Anche a Prato sono numerosi i dipendenti del comparto statale che verranno interessati da questa nuova disposizione della legge di stabilità. «Penso alle amministrazioni centrali, in modo particolare al Ministero dell’Interno da cui dipendono la questura e la prefettura – ha detto Giovanni Santi, segretario della Nidil Cgil – La proroga interesserà almeno quindici dipendenti che lavorano da tempo presso questi due enti occupandosi del rilascio e del rinnovo dei permessi di soggiorno. Si tratta di personale importante di cui l’amministrazione non può fare a meno e che, in questo modo, potrà veder rinnovato il proprio contratto per sei mesi». Probabilmente anche altri lavoratori delle amministrazioni locali saranno interessati da questa nuova disposizione; il dato non è certo per il Comune, mentre la Provincia si troverà ad affrontare il problema tra qualche mese, visto che molti dei contratti in essere con il proprio personale scadranno nel 2014. La proroga interesserà direttamente solo coloro che hanno maturato contratti a tempo determinato con enti pubblici da almeno tre anni, mentre la situazione si fa molto meno nitida per tutte le altre forme occupazionali ed anche per i contratti a tempo determinato inferiori ai 36 mesi. «Casi particolari come i contratti a progetto, le prestazioni d’opera, quelle con partita Iva si devono considerare tutte prestazioni professionali, ma non è chiaro se esse possano rientrare nelle disposizioni della proroga – ha commentato Santi – Dovremo vedere caso per caso e non è detto che per qualcuno ci possano essere difficoltà per il rinnovo del contratto e brutte sorprese con l’inizio del nuovo anno». La proroga in realtà non risolve il problema della precarietà occupazionale, ma sposta solo nel tempo, di sei mesi, ulteriori disposizioni riguardanti i precari. «Il problema resta e l’unica soluzione sarebbe la stabilizzazione dei lavoratori da parte delle amministrazioni, ma sono pochissime quelle che possono farla. I lavoratori sono penalizzati e si continua ad andare avanti così, rinnovando contratti precari per servizi importanti e necessari degli enti».

Martina Altigeri

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