Il dolore
«Vogliamo ricordarlo per il suo sorriso splendido»
PRATO. Improvvisamente le luci si sono spente, la gioia del Natale è sparita: arrivata la notte, il buio e la morte. La notizia della scomparsa di Thomas la sera del 24 dicembre si è diffusa...
PRATO. Improvvisamente le luci si sono spente, la gioia del Natale è sparita: arrivata la notte, il buio e la morte. La notizia della scomparsa di Thomas la sera del 24 dicembre si è diffusa velocemente fra lo sgomento, il dolore e la rabbia. «Nessuno dovrebbe morire la vigilia di Natale, ma soprattutto un ragazzino di appena 14 anni». Sono tanti i commenti degli abitanti di Carmignanello che a distanza di due giorni dalla morte di Thomas non riescono ancora a farsi una ragione dell’accaduto. Un senso di tristezza grava su tutto il paese, complice forse anche la giornata di pioggia. Le poche persone che si trovano per strada o nei locali pubblici hanno lo sguardo triste.
«Quei poveri genitori – commenta una signora sul sagrato della Chiesa – come faranno ad andare avanti un triplice dolore così non è umano. Questa sera vado a pregare per loro perché il Signore possa sostenerli in questa prova».
Chi prega e chi impreca. «Non c’è un Dio altrimenti non avrebbe permesso questa tragedia» è il commento di un uomo che passa per la strada. Il silenzio continua a regnare a Carmignanello, in tanti sono andati a fare visita alla famiglia Langianni per dimostrare il loro affetto e sostegno in un momento così tragico.
«Quella della vigilia di Natale non è una corsa vera e propria, ma una festa - spiega Silvano Melani dell’associazione sportiva Asd Prato Promozione - c’erano le renne, Babbo Natale, panettone e spumante. Doveva essere una momento di gioia ed invece è stata una tragedia. Il bambino era in fondo, con gli ultimi, camminava insieme al padre. Dopo pochi metri si è accasciato». I soccorsi sono stati tempestivi, il ragazzo è stato portato subito al Meyer con l'autoambulanza, ma per lui non c’è stato nulla da fare. La manifestazione ludico-motoria non è agonistica, quindi non serve una certificazione medica per partecipare e naturalmente, conoscendo le sue condizioni di salute, il padre non lo avrebbe certo lasciato correre in una gara».
«Conosco bene il padre – conclude Melani - terribile sia successo alla vigilia di Natale, ho ritenuto importante andare a trovarlo e lui ha avuto piacere di vedermi».
Il padre del bambino è dirigente di una nota società sportiva valbisentina, la Cesare Battisti. «Il desiderio è quello di ricordarlo con il suo sorriso e la sua vitalità - conclude Melani - insieme alla famiglia cercheremo il miglior modo per non dimenticarlo». (al.ag.-ve.tr.)
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