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Prato

Lo “Stefanino d’oro” va a sette aziende virtuose ed etiche

Lo “Stefanino d’oro” va a sette aziende virtuose ed etiche

Premiate 5 imprese tessili, una edile, una tecnologica Il vescovo: «Simboli di un distretto che non si arrende»

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PRATO. Sono sette aziende, cinque del comparto tessile e dei rivestimenti, una del settore edilizio e un’altra di tencologie avanzate, le vincitrici dell’edizione 2012 del Premio «Santo Stefano», detto anche «Stefanino d’oro», proclamate ieri mattina in duomo dal vescovo Franco Agostinelli.

Il Presule, in ordine alfabetico, ha elencato i loro nomi: Guarducci geometra Mario spa, l’unica azienda edile premiate tra le sette, di Mario Guarduccii; Gruppo Lds Lineaesse Calafuria, azienda di ricerca e produzione di tessuti di Franco Bini; Rifinizione Nuove Fibre Spa(nobilitazione e rifinizione) di Dalila Mazzei; Pointex Spa che produce tessuti per materassi e ingnifughi per cinema e spettacolo di Marco Ranaldo; Sirio Sistemi Elettronici Spa, di progettazione e sviluppo software per turbine a gas e vapore di Sergio Pazzi; Tessileform Spa, inventrice e titolare del marchio Patrizia Pepe e del marchio Loiza per giovani di Claudio Orrea e Vaporizzo Lia Srl, azienda artigiana tessile di Stefano Betti.

La proclamazione dei vincitori è avvenuta nella cattedrale al termine della solenne concelebrazione di Santo Stefano, patrono della Diocesi e della città.

È stato il nuovo vescovo Franco Agostinelli a farsi portavoce, come prevedono le regole del Premio, del Comitato promotore composto da Comune di Prato, Provincia di Prato, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio e Diocesi.

Quest’anno le imprese vincitrici sono salite a sette, «simbolo – ha detto Agostinelli – di un distretto economico che non molla e che anzi si impegna con entusiasmo e lungimiranza nonostante la crisi. Il riconoscimento a queste aziende - ha proseguito - è il riconoscimento a tutte le imprese che investono, creano lavoro, rispettano etica e leggi».

Il conferimento del premio avverrà nel mese di febbraio 2013 nell’ambito di una cerimonia pubblica ad esso dedicata.

In questa occasione verranno anche rese pubbliche le motivazioni del premio, stilate dal Comitato promotore.

Il premio, ideato nel 2010 da Giovanni Masi, noto come il «cenciaiolo di Prato» e poi fatto proprio dalle principali istituzioni pratesi, vuole essere un riconoscimento di carattere morale e non economico per quelle aziende che si sono distinte per la salvaguardia e l’incremento dei posti di lavoro e per l’innovazione, nel rispetto rigoroso dell’etica d’impresa e della legge.

Monsignor Agostinelli ha spiegato di farsi «volentieri portavoce del Comitato raccogliendo la preziosa eredità del mio predecessore monsignore Gastone Simoni».

Al momento della proclamazione il vescovo ha richiamato un significativo passaggio fatto dell’omelia, quando ha affermato: «Vorrei in particolare che il nostro pensiero fosse rivolto al mondo del lavoro: operai che vedono il posto di lavoro a rischio, imprenditori che si vedono chiuse le strade e frustrata la loro decisione verso una ripresa. E noi in questo giorno, lo sapete, - ha aggiunto Agostinelli - vogliamo gratificare con un premio di riconoscimento e di riconoscenza coloro che in questo anno si sono resi meritevoli di considerazione e di stima per quello che hanno fatto - ha concluso - per il coraggio che li ha accompagnati in questo percorso tortuoso che oggi funesta il mondo del lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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