Proteste
Bugetti non corre A sorpresa spunta il nome di Luisa Peris
Sono sette i candidati che si fronteggeranno domenica 30 dicembre. Il 28 confronto al Politeama
PRATO. Con Luisa Peris in campo si completa il puzzle delle candidature delle primarie. Ieri mattina la direzione del partito su proposta della segretaria Ilaria Bugetti ha tirato fuori dal cilindro delle primarie una delle candidature meno pronosticate in via Carraia. La presidente della circoscrizione Sud è stata inserita per rimpiazzare proprio la segretaria, che ha declinato l'opzione di correre dopo giorni di intensa indecisione. Ieri mattina l'ultimo atto. L'ennesima candidatura in area Bersani (Oliva, Lulli, Rocca sul fronte maschile e Santi fra le donne) ha certificato che a Prato gli schemi politici sono stati polverizzati. Da giorni era sfumata la possibilità di riunire attorno ad un unico uomo il gruppo che ha sostenuto la candidatura a premier di Pierluigi Bersani, che da queste parti parte in netto svantaggio. Il dramma del Pd pratese si è consumato in due atti. Primo atto, dopo giorni di incomprensioni fra l'area dei democrat vicina alla Cgil – che in passato aveva portato alla designazione di Andrea Lulli alla Camera – e quella più autonomista dal maggiore sindacato viene bruciata la candidatura del cigiellino Emanuele Marigolli. A metterlo fuori gioco Alberto Rocca, avvocato di razza, figura sponsorizzata dall'ex segretario Bruno Ferranti e dal consigliere regionale Fabrizio Mattei, che volevano spezzare la pluriennale egemonia a sinistra della Cgil. E tanto per mandare un messaggio chiaro ai naviganti Rocca è stato il primo a tenere una conferenza stampa per bruciarsi alle spalle le navi dell'unità bersaniana. È stato il segnale più inequivocabile delle mani libere. Dai ragionamenti per area politica si è passati alla ricerca delle migliori qualità personali nei candidati al di fuori degli schemi di area o di corrente. Anche nel campo femminile, dove in realtà il tentativo di trovare una candida per i bersaniani è stato portato avanti fino all'ultimo.«La segretaria sarebbe stata la figura migliore per riunirli – afferma chi ha seguito da vicino le trattative sulle candidature –. Purtroppo è stata ad attendere troppo, dando l'impressione di non avere un obiettivo politico in testa». L'impressione di irresolutezza si è trasformata ben presto nel secondo atto del dramma, col rompete le righe anche sul fronte femminile. È arrivata venerdì l'ufficializzazione della corsa di Ilaria Santi, mentre sabato è stato il turno di Silvia Bocci. Entrambe apprezzate trasversalmente nel Pd, hanno dato il colpo di grazia alla linea indecisa a tutto di Ilaria Bugetti. Che uscita dalla direzione ha archiviato l'opzione Montecitorio per ritagliarsi un ruolo differente in queste primarie: «Farò da garante per la competizione e per il progetto che ho avviato nel 2009 col congresso del partito». L'unico renziano in pista, Matteo Biffoni – forte di un riconoscimento personale che va oltre la netta maggioranza del 2 dicembre scorso del rottamatore – vede avvicinarsi lo scranno di Montecitorio. La mini-campagna elettorale potrebbe influire ben poco negli equilibri: il 27 ci sarà un'apericena al circolo di Santa Lucia, l'indomani il confronto pubblico fra i candidati al Politeama. Il 30 il voto, preceduto il giorno prima dalle primarie di Sel con tre candidati pratesi: Frias e Paoletti per il Senato, Agostinelli per la Camera.
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