Il Tirreno

Prato

ANDREA LULLI

«Senza esperienza non c’è vero rinnovamento»

PRATO. «Metto a disposizione la mia professionalmente, perché senza esperienza non ci può essere rinnovamento. Mi rendo conto che la sfida è in salita, perché a Prato c'è stata un'affermazione netta...

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PRATO. «Metto a disposizione la mia professionalmente, perché senza esperienza non ci può essere rinnovamento. Mi rendo conto che la sfida è in salita, perché a Prato c'è stata un'affermazione netta di Renzi, ma penso che la politica non consista soltanto nel fare lo slalom o nel mettersi in gioco quando la situazione è tranquilla». Andrea Lulli dopo 12 anni in Parlamento, dopo tre legislature – due piene e un'altra, quella del 2006-2008, interrotta anticipatamente – affronta a 60 anni la competizione più ardua della sua biografia politica. Nel 2001 coi collegi maggioritari – a Mattarellum in vigore – fu piuttosto facile sconfiggere Franca Petrà della Casa della Libertà e nel 2006 e nel 2008 la riconferma alla Camera dei Deputati è stata segnata dal listino bloccato previsto dal Porcellum compilato direttamente negli accordi fra i capi bastone del Partito Democratico. La competizione interna non gli era toccata finora. E parte per sua stessa ammissione da sfavorito. Tanto che delle tre conferenze stampa di presentazione delle candidature alle primarie alla sua appare da solo senza sostenitori.

«Ci sono – precisa –, ma decideranno loro quando annunciare il loro appoggio». Intanto ha dovuto rinunciare anche al giudizio del partito sul suo operato e per cercare un'approvazione invita a sentire altrove: «Potete chiedere ad un galantuomo come Riccardo Mazzoni (Pdl) cosa pensano i colleghi del mio operato». Lulli, però, vuole lo stesso illustrare i risultati dei suoi ultimi 5 anni alla Camera: «Perché – dice con l'intenzione di scolpire una frase memorabile in questa campagna – la rendicontazione è la madre della democrazia». È stato primo firmatario del progetto di legge per il patto sulla sicurezza per Prato, per la commissione d'inchiesta sul contrasto alla contraffazione e alla pirateria e sul credito d'imposta da 10 milioni di euro a beneficio delle piccole imprese delle aree tessili, intercettando a beneficio del distretto altri 3 milioni per il cardato rigenerato. Due le priorità per il futuro: etica e lavoro. Sulla prima Lulli si richiama alla lenzuolata promessa da Bersani contro la corruzione. Mentre sul fronte occupazionale vorrebbe portare a compimento il progetto di legge “angelo del lavoro” per consentire al finanziatore privato di un giovane imprenditore di portare in detrazione l'importo del prestito erogato. Se rieletto Lulli garantisce un impegno per risolvere il problema esodati con una maggiore flessibilità del sistema previdenziale. (c.p.)

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