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Prato

Rubano il tetto della chiesa

Rubano il tetto della chiesa

I predoni di rame in azione alla Querce. Il parroco: «Erano già venuti due volte, questo è un assedio»

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PRATO. Don Renzo Fantappiè non è uno che si lascia impressionare facilmente, ma ora si dice «sgomento» per quello che è accaduto alla sua chiesa, la parrocchia di San Luca evangelista, in via Firenze alla Querce. Nella notte martedì e mercoledì qualcuno ha fatto il giro della chiesa e ha smontato oltre 50 metri quadri della copertura in rame. Un danno che il parroco valuta tra i 40.000 e i 50.000 euro.

E’ l’ennesimo colpo dei ladri di rame, che da anni imperversano in tutto il paese, da quando il prezzo di questa materia prima è salito alle stelle e consente guadagni facili a chi non ha scrupoli. Rubano le grondaie delle abitazioni, quelle dei cimiteri, perfino i cavi che alimentano le linee ferroviarie, facendo fermare i treni. E ogni tanto si dedicano alle chiese, come è accaduto alla Querce.

Non è la prima volta, spiega don Renzo. «Erano già venuti altre due volte, e in entrambi i casi hanno portato via le grondaie - dice - tanto che è stato necessario sostituirle con quelle di plastica».

«Insomma - aggiunge il sacerdote - siamo letteralmente sotto assedio e bisogna trovare un modo per liberarsene. Sto pensando di installare delle telecamere di sorveglianza».

Ma adesso il problema più urgente riguarda quella parte di tetto che non c’è più. E’ sul retro della chiesa, nella parte nord, in particolare nei locali della penitenzieria. Mercoledì e giovedì ha piovuto e il solaio si è inzuppato, insieme alle suppellettili. La ditta Saccenti Aliberto ha provveduto a tamonare momentaneamente le infiltrazioni, è stata stesa una guaina, ma è una soluzione provvisoria.

Per riparare il tetto ci vorranno un sacco di soldi e già ieri pomeriggio, durante la messa, don Renzo ha fatto un appello ai fedeli perché diano una mano e un sostegno economico alle riparazioni. Appello che il Tirreno rilancia ai suoi lettori: basta contattare il parroco al numero 0574-592802.

I ladri di rame sono riusciti a portare via decine di lastre di rame con uno spessore di 6 millimetri. Un lavoro certosino, per il quale è stato necessario un furgone o un camioncino. Nessuno però se n’è accorto.

«Il fatto è che qui di notte non c’è nessuno e se tira vento è difficile sentire anche i rumori - spiega il parroco - ma i furti non mancano, anche nelle abitazioni. Noi alla fine ci siamo abituati, ma la gente ha perso la tranquillità».

Don Renzo può dire di essercisi abituato perché oltre ai furti delle grondaie e dei pluviali che hanno preceduto quello del tetto, i ladri avevano visitato qualche mese fa anche la seconda chiesa della parrocchia, quella di San Lorenzo a Pizzidimonte.

Anche in quel caso cercavano il rame e portarono via le grondaie, che è stato necessario sostituire. E dunque non è un esagerazione da parte di don Renzo parlare di un assedio, che ha provocato un danno ingente alla parrocchia. Non è escluso un intervento della Diocesi.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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