Italia
Primarie, all’ultimo spunta Bocci
In serata la sorpresa, mentre Ilaria Bugetti tentenna: «Deciderò durante la notte». Biffoni: irresoluta
PRATO. L'ora della colazione aveva fatto ben sperare, la sera il piccolo colpo a sorpresa con l'arrivo della terza in comodo: la commercialista Silvia Bocci. Sarà stato per il buon umore di caffè e brioche, sta di fatto che da via Carraia filtra una notizia data oramai per certa: Ilaria Bugetti avrebbe sciolto la sua riserva, accogliendo gli inviti di una parte cospicua della base del partito a mettersi in gioco per le primarie per il Parlamento. Circola per ore, nel corso delle quali si avvicendano altrettante conferenze stampa di Andrea Lulli, Matteo Biffoni e Ilaria Santi (in ordine di orario di convocazione). Atmosfera tranquilla, né la segretaria né il suo entourage smentiscono o provano a smorzare l'ufficialità. Il caffè dell'ora di pranzo rimescola inaspettatamente le carte, ma non troppo. Ilaria Bugetti convoca i giornalisti per un annuncio: «Da dopo l'assemblea del Pd di giovedì sera è partita una raccolta spontanea di firme di chi vorrebbe vedermi in gioco. Imponendomi una seria riflessione, perciò in questo momento vorrei bloccare le voci sulla mia candidatura». In un momento il racconto democratico dalla sua dimensione di gioco di strategia – che risponde al quesito: come riequilibrare il numero di uomini e donne in corsa –, muta forma e diventa gioco dell'oca. Si riparte dal via o quasi. Perché nel corso della giornata arrivano dai circoli decine di nuove firme in calce al documento per Bugetti. A lei l'onere di fare da narratrice e illustrare cosa impedisca di sciogliere la sua riserva: alcune questioni personali ed un paio politiche. «Ho grande rispetto per la direzione del partito, che si esprimerà domani mattina (oggi per chi legge, ndr). Nella notte farò delle riflessioni personali e la decisione sarà soltanto mia. Devo capire se il mio nome unisca o divida». Se le ore buio dovessero portarla a gettare la spugna – malgrado che alle 20 la sua candidatura sia in regola con le firme – la direzione potrebbe darle l'input decisivo: «Sono una persona responsabile e mi rendo conto che in questo momento sono al tempo stesso Ilaria Bugetti, la segretaria del partito e la rappresentante di un pezzo di città. Se i rappresentanti in direzione facessero capire chiaramente il loro desiderio di vedermi nella competizione io non potrei dire di no». Insomma, il dubbio avvolge le ore di Bugetti. Per Matteo Biffoni si tratta di pura e semplice irresolutezza: «Un dirigente politico deve fare delle scelte e da iscritto al Pd le rispetto. Da militante sono spiazzato: dalla mia segretaria mi sarei aspettato un po' più di decisionismo». Il rimprovero dei detrattori e l'apprensione dei compagni di cordata è che in effetti abbia già atteso troppo: «Sciocchezze» ribatte fermamente lei, convinta piuttosto di fare meglio a parlare da subito di una carta degli intenti con la quale vincolare tutti i candidati alle primarie a Prato. A destabilizzare il quadro alle 20, però, irrompe Silvia Bocci già candidata al Senato nel 2008 in posizione non eleggibile che presenta 80 firme e avrà bisogno di una deroga per correre insieme a Biffoni, Bugetti, Oliva, Rocca (recordman delle firme: 262) e Santi. Con lei in campo – espressione dell'area Giacomelli – la direzione di stamani avrà l'ultima parola sulla scelta finale della segretaria.
Carlandrea Poli
servizi alle pagg. 6 e 7
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