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Prato

matteo biffoni

«Prima il futuro, non è più tempo di usato sicuro»

PRATO. I renziani si presentano uniti alle primarie. Matteo Biffoni è l'unico candidato alle primarie per il Parlamento e, quindi, anche l'uomo da battere. Quello che tenterà di far fruttare quel 60%...

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PRATO. I renziani si presentano uniti alle primarie. Matteo Biffoni è l'unico candidato alle primarie per il Parlamento e, quindi, anche l'uomo da battere. Quello che tenterà di far fruttare quel 60% di voti raccolto il 2 dicembre dal rottamatore per la premiership del centrosinistra. Il lancio della mini-campagna avviene dalla Device srl, un'azienda di software sorta da un gruppo di studenti di informatica che in passato aveva animato il gruppo pratese del progetto Linux. Una location emblematica per Biffoni: «Ragazzi preparati che rischiano del proprio e si ritrovano a lavorare in tutta Europa. Perché possiamo restare orgogliosi delle nostre pezze, ma vorrei che Prato ritrovasse il coraggio di rischiare». Il suo è un messaggio rivolto al futuro. «La priorità – spiega – è quella di assumere la responsabilità di una generazione che ha coraggio e che vuole esprimere la volontà di un cambiamento». Punto essenziale di rottura col passato è la presenza sul territorio: «Da eletto manterrò un ufficio costante sul territorio. Non si può fare a meno di mantenere una relazione stretta con la città, è un rapporto che mai si deve interrompere». Da qui la critica ai parlamentari uscenti: «Hanno entrambi un buon operato, ma in città è mancato un loro rapporto di contatto costante». In particolar modo a Lulli rimprovera il nesso che stabilisce fra esperienza e rinnovamento: «Non è più il tempo dell'usato sicuro a Prato. Una nuova generazione ha voglia di imparare e di impegnarsi». Al centro del suo programma una battaglia per riformare in maniera radicale la legge Bossi-Fini sull'immigrazione. Biffoni, avvocato di 38 anni, è particolarmente sensibile al tema, che vorrebbe affrontare in 4 mosse: concessione del permesso di soggiorno ai denuncianti, l'abolizione della carta di soggiorno, attivazione di un fondo governativo per la riqualificazione di quartieri ad alta densità come il Macrolotto 0 (il modello da seguire è quello già adottato a Torino nelle amministrazioni di centrosinistra) e la revisione dei meccanismi definiti “farraginosi” dei rientri volontari. Altro punto focale della sua candidatura il tema del lavoro, rispetto al quale vorrebbe portare un linguaggio nuovo: «Siamo la prima generazione più in difficoltà della precedente. Il mondo è cambiato nettamente e questo non può essere eluso dal Pd. Chi altro può interpretarlo al meglio di chi vive ogni giorno le conseguenze sulla propria pelle?». (c.p.)

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