La manifestazione
Coi prestanome la multa sparisce
Il fenomeno delle intestazioni fittizie di auto. Bilancio annuale della Questura: reati in diminuzione
PRATO. Risultano proprietari di decine di auto, ma non ne guidano nemmeno una: in cambio di un lauto compenso si intestano quelle usate da altri che non vogliono essere rintracciati quando prendono una multa, o per ragioni fiscali, o peggio, quando vanno a fare una rapina. Il fenomeno delle intestazioni fittizie delle auto, di cui si occupa la polizia stradale, è contenuto nel bilancio annuale della Questura illustrato ieri mattina dal questore Filippo Cerulo in occasione del tradizionale scambio di auguri con la stampa.
Due i casi di cui si è occupata la Stradale. Il primo riguarda un uomo che, pur non avendo un lavoro, risulta proprietario di 15 auto, che ha messo a disposizione di altrettanti stranieri, i quali hanno collezionato multe per guida senza patente, senza assicurazione o per eccesso di velocità. Ancora più eclatante il secondo caso: un commerciante straniero di auto è risultato proprietario di 52 vetture che ha venduto ad altrettanti clienti senza fare le volture e non ha saputo o voluto dire i nomi dei clienti. Ai due prestanome sono state fatte multe per complessivi 33.500 euro (se poi le pagheranno, è un altro discorso).
Sul fronte dei reati, il bilancio della Questura è incoraggiante. Secondo il questore Cerulo i reati sono in lieve diminuzione rispetto a un 2011 che aveva visto un boom di furti, rapine e omicidi. Questi ultimi sono passati da 7 a 2, ma è il dato dei furti in abitazione (1.155 l’anno scorso) che secondo la Questura si registra un miglioramento. Numeri precisi ancora non ce ne sono, ma nella statistica c’è una freccia che punta verso il basso. In diminuzione anche le violenze sessuali, i furti nei negozi, quelli su auto in sosta, quelli delle auto e dei ciclomotori, le rapine in banca, mentre aumentano gli scippi, i furti con destrezza, le ricettazioni, i danneggiamenti e i reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.
«Noi abbiamo investito nella prevenzione - ha spiegato il questore Cerulo - e i risultati ci stanno dando ragione, sono ottimsta per il 2013. Una grande attenzione la prestiamo alla condizione dei minori. Quando portiamo un minore in Tribunale, in realtà ci portiamo noi stessi. Gli adulti di domani hanno bisogno degli adulti di oggi».
Il questore vicario Fabio Cilona ha invitato a contestualizzare i numeri dei reati e il capo di gabinetto Carlo Pasquariello ha spiegato che a Prato la percezione dei reati è superiore perché viviamo in una “città provincia”, dove il peso del capoluogo è preponderante rispetto ad altre province che hanno un territorio più vasto e in qualche maniera “diluiscono” il numero dei reati su più comuni.
Il dirigente della Divisione di polizia amministrativa Marco Dalpiaz ha invece parlato dei controlli sui fuochi di artificio, in vista dei festeggiamenti di Capodanno e ha rivolto un invito alla cittadinanza a non raccogliere i petardi inesplosi: «Sono molto pericolosi, se li trovate chiamate subito le forze dell’ordine».
Paolo Nencioni
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