Finanza
«Puntare sui servizi per restare competitivi»
Il presidente dell’Unione industriale Andrea Cavicchi guarda al futuro «Occorre lavorare su progetti di integrazione tra produttori e confezionisti»
PRATO. «La chiave del futuro sono i servizi: se vogliamo che l’economia locale tenga, dobbiamo tenere d’occhio la filiera produttiva lavorando su progetti di integrazione tra produttori e confezionisti per dare risposte veloci e cercare di anticipare sempre di più i tempi di consegna al cliente». Lasciandosi alle spalle un 2012 ancora denso di incertezze e difficoltà, il presidente dell’Unione industriale, Andrea Cavicchi, trova la spinta per guardare al futuro invitando la politica a rimanere agganciata al territorio ed avere come obiettivo centrale quello di mantenere integra la filiera del manifatturiero tessile. Lo spunto di partenza è un articolo uscito ieri sul Corriere della sera, in cui si mette in evidenza la performance positiva avuta nel corso dell’anno dalla gran parte delle aziende italiane della moda nonostante la crisi dei consumi. «Il nostro obiettivo deve essere quello garantire la sopravvivenza dell’intera filiera – ha spiegato – i risultati molto positivi di alcuni gruppi italiani della moda sono un segnale che questa possibilità è percorribile». A questo proposito, nell’ambito della chiusura dei festeggiamenti per i 100 anni dell’Unione, ha ricordato che proprio la filiera sarà oggetto di un monitoraggio volto a fare il punto sulla capacità produttiva dei singoli comparti e ad evidenziare elementi di criticità. «Quello che stiamo vivendo è un momento di transizione molto difficile – ha aggiunto – Prato paga un prezzo alto per la bassa competitività del sistema produttivo italiano, a sua volta conseguenza di politiche sbagliate. Ne sono un esempio i costi energetici; i problemi di accesso al credito; e il carico fiscale troppo alto. Le lavorazioni sono duramente colpite da questa situazione, mente le aziende che si interfacciano con il mercato trovano un quadro italiano all’insegna del ristagno e un estero che va meglio, ma con dinamiche che richiedono sforzi enormi per collocare i prodotti». E’ in questo contesto che Cavicchi insieme alla sua squadra ha individuato nel concetto di “fashion valley” la leva per agganciare la ripresa. «Un brand coniato dalla Camera di commercio che noi vogliamo riprendere e rilanciare nell’ambito di un progetto che punti non tanto all’allungamento della filiera, ma all’integrazione dei servizi», ha aggiunto Cavicchi secondo cui «tempi di consegna veloci e garanzia di un prodotto realizzato in tutte le sue fasi all’interno di un unico distretto», sarebbero due elementi particolarmente appetibili per le aziende di moda. Riferendosi alle primarie dei parlamentari del Pd ha detto: «Chiunque saranno i candidati pratesi è giusto che una volta arrivati a Roma abbiano come obiettivo quello di portare avanti progetti sulla nostra filiera: non ci interessano incentivi a pioggia, ma recuperare la competitività».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google