Sicurezza
Il sindaco agli operai in piazza «Serve un sito alternativo»
PRATO. Lo hanno aspettato in piazza del Comune, mettendogli sotto il naso un volantino con queste testuali parole: «Il nostro “caro” sindaco vuole far chiudere la Varvarito Lavori e lasciare a casa...
PRATO. Lo hanno aspettato in piazza del Comune, mettendogli sotto il naso un volantino con queste testuali parole: «Il nostro “caro” sindaco vuole far chiudere la Varvarito Lavori e lasciare a casa oltre 120 dipendenti». Lui, il sindaco, li ha ascoltati, ha dipinto agli operai della Varvarito la reale situazione (secondo il Comune), ovvero che un Comune non può rilasciare su due piedi una variante urbanistica. «I tempi di un Comune non sono quelli di cui avete bisogno ora. Noi ci mettiamo tutta la nostra volontà per non farvi perdere posti di lavoro, non perdetevi d’animo». Non demordono gli operai dell’azienda di costruzioni stradali “sfrattata” dal sito di via Tourcoing, per i quali rimane aperta una procedura di mobilità (sarà cruciale la mattinata di oggi con l’incontro in Provincia di Firenze per “strappare” all’azienda il ritiro della mobilità). La Varvarito intanto, priva di una sede operativa, ha i cantieri fermi non potendo più utilizzare l’impianto di recupero degli inerti mentre è partito il conto alla rovescia (ieri si è riunito il tavolo tecnico con i dirigenti urbanistici di Provincia e Comune sotto l’egida del prefetto) per trovare entro sei mesi un sito alternativo. Le due ore a tu per tu con il sindaco Cenni e l’assessore competente Gianni Cenni (presenti anche Cgil e Cisl) sono servite agli operai per capire come mai la Varvarito non possa utilizzare il terreno di sei ettari acquistato nel 1998, a destinazione agricola. «Tutti sono stati esaurienti ma alla fine chi piange siamo noi lavoratori», è il commento di Franco, un operaio che si era già fatto il piano di restare con Varvarito fino all’età della pensione. «Il rilascio di autorizzazioni su quel terreno di San Giorgio è difficile – aggiunge il sindaco Cenni -, credo sia più opportuno verificare l’esistenza di siti alternativi. Che il terreno di proprietà dell’azienda avesse un vincolo legato alla destinazione agricola doveva essere chiaro al momento dell’acquisto». (m.l.)
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