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Prato

Scende in campo anche Alberto Rocca

Scende in campo anche Alberto Rocca

L’avvocato supporter di Bersani ma aperto ai renziani: «Provo per amore di Prato e della politica»

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PRATO. Questa volta l’avvocato Alberto Rocca appoggia la toga e scende in campo. Per le primarie Pd che porteranno in Parlamento un solo pratese.

Bersaniano convinto «credo sia l’uomo giusto - dice - in grado di ridarci la speranza della buona politica e con la possibilità di una sintesi migliore, rispetto a Renzi», Rocca ha in tasca la tessera pd dal 2009, proprio da quando Bersani ingaggiò il contrasto con Franceschini e conquistò la segreteria nazionale.

Candidato in pectore senza apparato e quindi con partenza con handicap, Rocca, che ama definirsi un «avvocato di base con la passione della politica, che ama Prato più dei pratesi perchè l’ho scelta», chiederà «agli amici, tanti, in tutta Prato e in ogni settore - spiega - proprio grazie alla mia professione e ai ruoli pubblici svolti fino a oggi» di firmare quel consenso (128 firme necessarie) che lo porterà - se le cose andranno per il verso giusto - ad avere un posto in lista per la contesa del 29 dicembre. Ruoli pubblici si diceva. Rocca ne ha avuti tanti: avvocato di grido, presidente della Camera penale, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio, incarico che ha lasciato da meno di un mese e tanto altro ancora. Sul fronte strettamente politico è stato il promotore dei comitati per Prodi prima e per il Pd poi. «In una fase - afferma- nella quale la nascita del Pd era piuttosto osteggiata e che quindi rivendico come merito politico». Se in Parlamento ci andrà «so che è una scommessa ma mi piace farla», porterà i temi della città «per rappresentarli e cercare di risolverli», della giustizia (strenuo sostenitore, per fare un esempio della separazione delle carriere «a patto che non si indebolisca il potere della magistratura»), con la volontà dichiarata «di migliorare le caratteristiche del partito democratico» e la propensione, altrettanto manifesta, all’accoglienza: «Prato è l’America dell’Italia - sostiene - si è fatta grande sfruttando al meglio le possibilità di integrare l’altro». Posizioni politiche equilibrate che potrebbe attirare consensi «da chi vota per Bersani - dice - ma anche da chi sostiene Renzi».Un passaggio lo dedica ai competitor che ancora non sa quali e quanti siano: «E’ giusto che ciascuno ci provi. E il confronto sarà nel massimo rispetto e lealta». (c.o.)

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